A Torino, Museo Nazionale del cinema: mostra dei “diversamente vivi”

La Mole Antonelliana di Torino, monumento sede del Museo Nazionale del Cinema, ospita la mostra “Diversamente vivi, zombie, vampiri mummie e fantasmi”. L’esposizione a cura di Peppino Ortoleva, palesa stretto legame che il cinema, fin dalle sue origini, ha avuto con il tema dell’oltre-morte, o, ancor meglio, della commistione tra ” aldilà” e “aldi-qua”.

Quello dei redivivi, espressione di una furoce arazionalità che sfocia nella società, è un tema caro agli ultimi tre secoli; il cinema ne è stato percorso fin dagli albori. Il curatore Peppino Ortoleva è uno dei maggiori studiosi delle comunicazioni e della cultura di massa;  la mostra è stata concepita a partire dalla tesi secondo la quale, nella raccolta di materiale cinematografico, vi siano le rappresentazioni di una vera e propria mitologia contemporanea, ricca di simboli e figure a lei peculiari -si pensi all’immagine dell’alba e della notte o della donna vampiro.

Una mostra doppiamente interessante. I grandi amanti del genere, alla Dylan Dog, godono di una mostra che materiali unici. Lo spettatore, accolto da scatti di backstage cinematografico  sulla cancellata esterna della Mole, può gustarsi trenta manifesti cinematografici originali di diverse epoche, foto di scena, riproduzioni di dipinti e documenti storici e fotosoggetti originali, e assistere a due installazioni video che ripropongono le sequenze dei film cult del genere. Il tutto, in un gioco di  interventi scenografici (D’Agnolo Vallan-Ostini), forti degli effetti speciali dello specialista torinese Michele Guaschino.

Contemporaneamente, la mostra vuole superare l’intento meramente espositivo a vantaggio di un percorso “narrativo- riflessivo”, che riveli quanto di arte vi sia nel cinema (in questo caso nel cinema horror in senso lato) cinema capace di superare il suo intento di intrattenimento per veicolare significati culturali. Nello specifico, Ortoleva cerca di mostrare allo spettatore le radici culturali ed emotive delle storie di vampiri, fantasmi, mummie e zombi, con collegamenti alla tradizione dello spiritismo. A questo scopo è stato pensato il corrispettivo cartaceo della mostra, il volume omonimo a cura di Giulia Carluccio e dello stesso Ortoleva: affianco alle più di 200 fotografie il testo raccoglie alcuni saggi degli studiosi della mitologia dei “diversamente vivi”.

Giulia Antonini