Berlusconi e il Tg3 che non esiste

Ad accennare un  sorriso sono tutti: dal governatore della Campania, Steafano Caldoro, al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, passando per il numero uno della Protezione civile, Guido Bertolaso. Ma non lui, non Silvio Berlusconi che – subito dopo la presentazione di una giornalista del Tg3 intervenuta alla conferenza stampa sull’emergenza rifiuti a palazzo Chigi – ha inchiodato la cronista, dicendole: “Il Tg3 non esiste secondo alcune trasmissioni Rai”.

Per comprendere il senso delle parole del Cavaliere (che lasciano interdetta la stessa giornalista) bisogna fare un passo indietro e raggiungere il “Tgzero” trasmesso da Michele Santoro nel corso dell’ultima puntata di “Annozero“. Nel brevissimo notiziario, si faceva un confronto tra i minuti spesi a parlar bene del governo Berlusconi e quelli impiegati a parlarne male nelle varie trasmissioni televisive, consegnando ai telespettatori un quadro netto e incontrovertibile.

Il fatto che, dall’analisi condotta da “Annozero“, rimanesse fuori il telegiornale della terza rete Rai avrebbe però rappresentato – a giudizio del presidente del Consiglio – un chiaro tentativo di spegnere l’attenzione su una testata notoriamente anti-governativa. Uno sgambetto al premier, che avrebbe quindi approfittato della ghiotta occasione fornitagli dall’inconsapevole Mariella Venditti per rimarcare il suo dissenso verso le “pratiche” giornalistiche di Michele Santoro.

Da qui la sibillina battuta consegnata alla sala gremita di giornalisti. Con l’imbarazzo dei partecipanti, sospesi tra la voglia di sdrammatizzare (ricorrendo a stentati sorrisi) e l’opportunità di rimarcare la contrarietà del premier con un atteggiamento serio e imperturbabile. Nei secondi di generale “confusione” (quasi una situazione surreale) si inserisce con straordinaria prontezza il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso: “Va bene – ha ripreso con piglio “risolutore” – parliamo di spazzatura, quella vera, se non vi dispiace”.

Le polemiche non hanno tardato ad arrivare: “Posso replicare alle critiche politiche – ha detto ieri Bianca Berlinguer, direttore del Tg3 – ma non alle provocazioni gratuite e anche cafone. Quanto alle affermazioni del premier, occorre dire che nel servizio di  ‘Annozero’ non è vero che c’era tutto tranne il Tg3. Santoro ha paragonato le ore di alcune trasmissioni ritenute vicine al centrodestra, con le ore di altre trasmissioni ritenute vicine al centrosinistra”.

Mancavano diversi telegiornali, come per esempio Studio Aperto e il Tg4 – ha rincarato Bianca Berlinguer – non solo il Tg3. In ogni modo, associare il Tg3 a un’area di riferimento sarebbe complicato, considerando che, l’Agcom non ci ha inseriti tra i tg squilibrati a favore di una parte o dell’altra”.

Più severi i commenti formulati all’interno dei partiti di opposizione: “L’associazione che fa Bertolaso tra la spazzatura e alcuni programmi e Tg nazionali che ancora garantiscono un minimo di pluralismo – ha detto Stefano Di Traglia, responsabile Comunicazione del Pd – è offensiva e non serve a nascondere il fallimento di un governo che i miracoli li fa solo sulla carta”.

“La vera spazzatura – ha tagliato corto Francesco Pancho Pardi, capogruppo dell’Idv in commissione di Vigilanza Rai – è questo governo incapace, che si trascina da un fallimento all’altro”.

Maria Saporito