Fini cade in Puglia tra gli studenti, ma si rialza in teatro

E’ stata una trasferta dolce-amara quella del presidente della Camera, Gianfranco Fini, in Puglia. Il leader di Fli ha raggiunto la regione “vendoliana” carico di entusiasmo, ma ha dovuto fare i conti con le “resistenze” degli studenti universitari che – a Foggia come a Bari – lo hanno accolto a suon di fischi e vuvuzelas.

I collettivi studenteschi hanno lamentato l’aggravarsi delle condizioni all’interno degli atenei, puntando l’indice contro i tagli della riforma Gelmini. Non solo: gli universitari pugliesi hanno anche dimostrato di credere poco alle “promesse” consegnate loro dall’ex aennino, ricordandogli la sua “co-responsabilità” nell’attuale stato delle cose. “Il Presidente della Camera – si legge in una nota vergata ieri dai collettivi universitari – ha ricevuto un’amara sorpresa nel suo viaggio nelle università pugliesi. Da tanti acclamato come alfiere della Costituzione, e uomo d’opposizione, Fini è in realtà responsabile dello stato di dissesto degli atenei italiani, avendo sostenuto – hanno concluso gli universitari – i tagli della legge 133/08 e il ddl 1905″.

Un j’accuse solido, contro il quale il presidente di Montecitorio non ha potuto opporre resistenza, ricavando piuttosto il sentore che la regione governata da Nichi Vendola fatichi – almeno presso le fasce giovanili – a credere nella “bontà” del suo nuovo progetto politico. Di tutt’altro tenore, l’accoglienza che la terza carica dello Stato ha invece ricevuto al teatro “Petruzzelli” di Bari, dove è riuscito a fornire una panoramica abbastanza ampia dell’attuale situazione politica nazionale.

Interpellato sulla possibilità di candidarsi a futuro premier: “In una democrazia – ha risposto Gianfranco Fini – la scelta la fanno gli elettori. Sarei ipocrita se mi tirassi indietro, ma io – ha precisato – ho i piedi per terra“.

“Io non ne posso più – ha spiegato il leader di Fli – di una politica che alza solo barriere, muri. Futuro e Libertà vuole parlare a tutti, in questo siamo molto presuntuosi e le uniche categorie con cui non vogliamo avere a che fare sono i parassiti e i delinquenti. Io non parlo – ha insistito – solo ai moderati del centrodestra, ma parlo a quei tanti che non ne possono più delle promesse e che dicono ‘a votare non ci vado più'”.

Non ha risparmiato ironiche battutine: “Berlusconi dice che vuol candidarsi nel 2013? – ha detto al cospetto della platea del Petruzzelli – La notizia sarebbe stata se avesse detto che non si ricandidava. Il 2013 è lontano – ha comunque aggiunto il presidente della Camera – Non faccio polemiche e non rispondo. Va bene che Berlusconi voglia ricandidarsi nel 2013, ma governiamolo adesso questo Paese. Il governo governi e non pensi al candidato perché mancano tre anni”.

E di fronte alla domanda sul futuro dell’esecutivo: “Mi auguro duri fino al termine della legislatura – ha scandito Fini – perché gli italiani hanno il diritto di essere governati e Berlusconi fa bene ad esprimere la propria volontà quando dice che vuole governare. Perché di problemi – ha evidenziato la terza carica dello Stato – ce ne sono davvero tanti. Fli non farà mancare il suo sostegno se condividerà le proposte presentate. E questo – ha concluso l’ex co-fondatore del Pdl – per un elementare dovere di onestà“.

Maria Saporito

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Siciliana di origine, romana d'azione, scrivo da anni occupandomi principalmente di politica e cronaca. Ho svolto attività di ufficio stampa per alcune compagnie teatrali e mi muovo con curiosità nel mondo della comunicazione. Insegnante precaria, sto frequentando un corso per insegnare italiano agli stranieri.