La protesta della Cina passa attraverso i videogiochi: Venditori ambulanti contro funzionari

Scompiglio in Cina per un nuovo gioco online uscito in questi giorni.  “Venditori ambulanti contro Funzionari”, questo il titolo del gioco, vede inviperiti venditori ambulanti accanirsi contro i funzionari incaricati di mandarli via.  Il videogioco tocca un nervo scoperto in Cina dove i funzionari sono spesso accusati di abuso di potere contro gli ambulanti privi di licenza di vendita.

Il videogame segue lo stesso filone di un altro uscito qualche settimana fa “Sfrattati contro la squadra demolizioni”, che fa rivivere al giocatore il reale dramma che la Cina sta attraversando: dalla confisca dei terreni , alla disperata lotta per ottenere un giusto compenso agli scontri tra gli sfrattati che si oppongono alle svantaggiose condizioni proposte dagli speculatori.

Seppure non direttamente, questi videogiochi rappresentano un mezzo di protesta e proprio per questo sono tanto apprezzati dalla popolazione che finalmente ha modo, attraverso essi, di sfogare la propria rabbia contro le autorità.

Il gioco comincia ai margini di una strada, dove una ragazza ha una bancarella che dovrà proteggere dai funzionari.  La bancarella e gli affari della  “povera” ambulante dovranno scampare a ben 10 attacchi da parte dei chegguan (autorità semi-ufficiali). Altri personaggi del videogioco saranno ragazzi impegnati politicamente,  firmatari di petizioni, famiglie sfrattate e operai licenziati.

Venditori ambulanti contro funzionari è già un cult in Cina, dove però non viene visto di buon occhio da coloro che, ai piani più alti, poco si ritrovano in questo tipo di realtà.

Una domanda che si è fatto un internauta, commentando il successo del videogioco si è domandato è però lecita:  “questo sfogo virtuale contro frustrazione e rabbia può veramente funzionare quando là fuori nel mondo reale c’è ancora tanta ingiustizia?

Cristina Rufini