Le ammissioni del Governo dell’Indonesia: indigeni torturati dai soldati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:36

È arrivata ieri Venerdì 22 ottobre l’ammissione da parte del Governo dell’Indonesia che in un video diffuso questo mese   sono proprio dei soldati  le persone che torturano diversi  indigeni papuani: immagini queste che hanno scatenato le condanne e reazioni delle  organizzazioni in difesa dei  Diritti Umani.

Sul giornale “The Jakarta Globe”, il ministro indonesiano coordinatore degli Affari Politici, Legali e di Sicurezza, Djoko Suyanto ha dichiarato che: “I soldati hanno oltrepassato il limite consentito con le persone che avevano arrestato (…) hanno agito non come dei  professionisti seri”. Il ministro, in ogni caso, ha assicurato che  chiederà le piene  responsabilità agli esecutori di tali atrocità.

Le immagini riportate e  diffuse dal portale ‘Youtube’  mostrano come un soldato bruci, con un bastone ardente, i genitali di  un detenuto mentre un altro militare minaccia con un coltello un papuano. Le immagini, lo scorso mese di maggio,  sono state prese, nella regione di  Punjak Jaya, nella provincia di  Papua.

Non si sono lesinate neanche immagini di calci e altre vessazioni perpetrate dai  soldati, nei confronti degli arrestati  impegnati ad interrogare dei sospettati sulla precisa posizione di un arsenale da armi ritrovato e con  collegamenti  al gruppo separatista:  Organizzazione per l’Indipendenza di Papua.

Ma questo non è il solo filmato realizzato, infatti agli inizi dello scorso mese di agosto, se ne  era diffuso un altro con gli  abusi  che i  corpi di  sicurezza  commettono regolarmente  nella  zona indonesiana  dell’isola della Nuova Guinea: quel video mostrava un attivista papuano moribondo che si teneva gli intestini  con la mano dopo essere stato  attaccato, con una baionetta, dalla  polizia  indonesiana. La fonte anonima che ha trasmesso quel filmato è apparsa quasi simultaneamente in diverse  pagine web scaricate per  celebrare e commemorare il primo anniversario della morte di Yawan Wayeni, membro della guerriglia  indipendentista papuana. La Papua, del resto, è una delle regioni più povere  dell’ Indonesia e soffre  un conflitto separatista di  moderata intensità da quando, nel 1962 con il ritiro dell’Olanda, ha  portato l’ annessione all’Indonesia della regione. L’OPM, formata da piccoli gruppi sparuti che agiscono in maniera sporadica e con pochissime armi, è  una delle guerriglie indipendentiste più radicate dell’Asia.

Maria Luisa L.Fortuna

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