Poste italiane: via alla riorganizzazione, in Umbria tagliati 146 posti

Dal 2 novembre il servizio recapito di Poste italiane in Umbria non verrà più effettuato di sabato. La novità è emersa a seguito di una riorganizzazione dei servizi postali, resasi necessaria a fronte di un calo dei volumi che si aggira intorno al 30%, dovuto non solo alla crisi globale, ma anche al sempre maggior peso delle comunicazioni informatiche (vedi posta elettronica certificata), che tolgono spazi a quelle tradizionali. Una situazione che tra l’altro è destinata a peggiorare ulteriormente dal prossimo primo gennaio con la liberalizzazione dei servizi postali.

La riorganizzazione prevede un esubero nel servizio recapito di 3.600 unità a livello nazionale e di circa 80 per l’Umbria, alle quali vanno poi aggiunte 66 unità tagliate fra i centri operativi postali e di Perugia e Terni. Questi lavoratori saranno comunque ricollocati all’interno dell’azienda con altre mansioni (in modo particolare verso il Banco Posta).

“In primo luogo – afferma il segretario generale della Slc Cgil dell’Umbria, Corrado Corradetti – vogliamo sottolineare che con questi tagli, dal prossimo 17 gennaio, il Centro operativo postale di Terni cesserà la propria attività, con 29 lavoratori in eccedenza. Inoltre – prosegue il segretario – il Centro operativo postale di Perugia subirà un forte ridimensionamento (37 unità tagliate), con diverse lavorazioni che passeranno al Centro meccanizzato postale di Firenze”.

Ma l’altro aspetto impattante della riorganizzazione riguarda i postini. L’orario di lavoro degli addetti ai recapiti infatti non sarà più distribuito su sei giorni settimanali, ma su cinque. Quindi l’orario del sabato sarà spalmato dal lunedì al venerdì e pertanto di sabato non saranno più effettuate consegne, fatta eccezione per i quotidiani e le raccomandate, che avranno un servizio apposito.

“L’aspetto più critico di questa riorganizzazione sul recapito – spiega ancora Corradetti – è che dal prossimo 2 novembre verranno soppresse 60 zone nella provincia di Perugia (ad esempio Perugia città passa da 67 zone a 60) e 19 nella provincia di Terni. Questo comporterà un lavoro più pesante per i portalettere. Per questo, come Slc abbiamo fatto presente all’azienda che la redistribuzione dei carichi deve avvenire in modo attento ed equilibrato. Noi – conclude Corradetti – vigileremo sotto questo aspetto per evitare che la riorganizzazione pesi solo sulle spalle dei lavoratori”.

Infine, la Slc Cgil dell’Umbria osserva che, da come era partita la trattativa, con una previsione di 7.600 esuberi, che per l’Umbria avrebbe significato un taglio doppio rispetto a quello attuale, il risultato ottenuto dai sindacati è senz’altro positivo. Tuttavia, resta il fatto che l’Umbria, nonostante questo ridimensionamento dei tagli, perde ulteriori posti di lavoro in una fase di pesantissima crisi economica ed occupazionale che attraversa tutti i settori produttivi.

Mauro Sedda