Terzigno: è ancora battaglia, due arresti nella notte

Sassi, petardi e molotv. Ancora una volta. A Terzigno una vera e propria guerriglia urbana si sta perpetrando ormai da diversi giorni.  I manifestanti protestano con tro l’apertura di Cava Vitiello, la seconda discarica che dovrebbe, secondo il Governo, risolvere parzialmente il problema dei rifiuti in Camapnia. I residenti del luogo però non vogliono saperne; le forze dell’ordine risultano impegnate in una vera e propria battaglia contro i civili.

Gli scontri sono avvenuti in corrispondenza della rotonda Panoramica. Da una parte gruppi di ragazzi armati di pietre, petardi e bottiglie incendiarie, dall’altra la polizia, che periodicamente durante la notte ha caricato i manifestanti in modo da farli indietreggiare.

Data alle fiamme, durante la “ritirata” verso Boscoreale, anche l’auto di un giornalista freelance, giunto sul posto per documentare gli scontri. Tre molotov sarebbero poi esplose a pochi metri da un mezzo delle forze dell’ordine.  Nell’indietreggiare i gruppi violenti hanno incendiato, come ormai usuale, diversi cumuli di rifiuti, un’operazione pericolosa anche per la salute, dati i vapori tossici che inevitabilmente vengono sprigionati attraverso la combusitione.

La prefettura, allo scopo di evitare ulteriori scontri ha sospeso  a tempo indeterminato l’apertura di Cava Vitiello, la seconda discarica all’interno del parco Nazionale del Vesuvio, allo scopo anche diconsentire “i prelievi tecnici necessari per gli accertamenti di natura ambientale e sanitaria”.

Negli scontri sono rimasti feriti, con prognosi di una settimana circa, sei poliziotti,  vittime probabilmente dalla sassaiola messa in atto dai manifestanti. Tra questi, sono stati arrestati un ragazzo e una ragazza, entrambi ventunenni e incensurati, con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Alcuni fautori della protesta, sprezzanti rispetto ad una loro possibile identificazione hanno agito a volto scoperto.

L’ipotesi più inquietante è quella che vede il coinvolgimento della malavita organizzata negli scontri di Terzigno; sarebbe la camorra campana quindi, a fomentare le violenze ed impedire così l’apertura della nuova discarica, tutelando ovviamente i propri interessi. L’ipotesi in questione, ventilata da più parti,  non ha però ancora trovato conferme ufficiali. Il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, nei giorni scorsi si era però detta “assolutamente certa” del fatto che dietro alle proteste ci fossero interessi malavitosi.

A.S.