Maroni sui rifiuti: a Terzigno cercano il morto

Napoli, 25 Ottobre. Pesante intervento pubblico del Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a commento degli ultimi episodi di violenza verificatasi a Terzigno. Gli scontri sono opera di manifestanti in protesta contro l’ipotetica apertura di una seconda discarica all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio. Diverse ormai le notti caratterizzate da scontri armati tra forze dell’ordine e gruppi di persone, in prevalenza molto giovani, munite di pietre e bottiglie molotov.

“Le indagini vanno nel senso di capire chi sono questi gruppi di violenti: io credo che non abbiano nulla a che fare con le proteste, se non che vogliono strumentalizzare, creare incidenti, disordini, farci scappare il morto”. Il Ministro distingue quindi chi a Terzigno, legittimamente, protesta e chi invece sul posto sarebbe giunto all’unico scopo di creare il maggiore scompiglio possibile. Da qui, anche, l’ipotesi che la guerriglia urbana sia fomentata dalla malavita, come sostenuto anche dal Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

I cittadini che “scendono in piazza perche’ non vogliono la discarica  – ha spiegato Maroni – non sono camorristi, come qualcuno ha detto“. ma, ha proseguito, esistono “gruppi di violenti che usano la violenza fine a se stessa: stiamo verificando se c’e’ qualche collegamento tra questi gruppi e le associazioni criminose”.

E’ però necessario, ha ulteriormente sottolineato il capo del Viminale, che la situazione di fatto oggi esistente cambi: “Faccio un invito a tutti a deporre le armi, altrimenti credo che sarà necessario intervenire in modo più duro di quanto non si sia fatto finora”. Nelle ultime notti gli scontri armati hanno subìto una significativa escalation di violenza: Un giornalista freelance ha visto la propria auto bruciata dopo essere stata messa di traverso “a mo” di ostacolo, intanto che alcune cariche della polizia costringevano i manifestanti ad indietreggiare. In un secondo tempo, gli stessi poliziotti presenti sul posto sono stati accerchiate ed assaltati da alcuni giovani, tre dei quali arrestati per resistenza a pubblico ufficiale.

Nel frattempo, le parole di Bertolaso hanno parzialmente tranquillizzato gli animi. L’apertura di Cava Vitiello è per ora rimandata a tempo indeterminato, ma, nella legge 123, il sito rimane disponibile ad essere adibito a discarica. Attualmente i rifiuti di Napoli verranno fatti confluire e smaltire all’interno del termovalorizzatore di Acerra.

A.S.