Sarah Scazzi: il Codacons interviene contro la TV


Il Codacons giunge ad Avetrana con un esposto. Il caso di Sarah Scazzi, la quindicenne brutalmente assassinata dallo zio Michele Misseri con la complicità di sua figlia Sabrina Misseri (ma il caso sarebbe chiuso solo al 90%…), è stato trasportato in tv, nei salotti-gogne mediatiche che ospitano opinionisti e fior di psicologi pronti ad interpretare i gesti di l’uno, o le movenze dell’altro, sparando le sentenze più disparate.

Che la televisione, o meglio, gli spietati artefici dei suoi contenitori show, dia la quindicenne in pasto all’opinione pubblica non meno di quanto abbiano fatto i suoi assassini, gettandola in un pozzo putrido, pare un fenomeno inarrestabile. Ma la soglia è stata superata, e quando milioni di telespettatori vengono autorizzati dagli stessi autori di quei show (o, talvolta definiti, programmi di approfondimento giornalistico…) ad ascoltare addirittura le deposizioni degli indagati, allora c’è da intervenire.

Lo dice chiaro e tondo il Codacons, Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori. Sul caso sarà aperto, infatti, un esposto al Garante della Privacy e al ministro della Giustizia affinchè accertino eventuali violazioni della privacy e della legge.

La nota diffusa è la seguente:

“E’ la prima volta che vengono date alla stampa, oltre ai verbali degli interrogatori, anche le registrazioni audio. Gli imputati, per quanto considerati mostri dall’opinione pubblica, hanno diritto a rilasciare dichiarazioni al pubblico ministero e alle forze dell’ordine senza che poi siano ascoltate da milioni di telespettatori. I processi non si fanno in televisione, la nuova piazza, per non dire gogna mediatica. Inoltre sono stati resi noti in modo integrale gli atti delle indagini preliminari e sono ‘trapelate’ persino le dichiarazioni delle persone informate dei fatti. Tutto questo senza peraltro tener presente che alcuni particolari raccapriccianti, come il fatto che Sarah forse piangeva mentre la stavano uccidendo, sono una violenza nei confronti della famiglia ed una macabra voglia di compiacere la curiosità morbosa del pubblico
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Chissà che, almeno in questo caso, il circo mediatico venga ridotto a puro e sacrosanto diritto di informazione, fine a sé stesso.

Carmine Della Pia