“Immagini in movimento”: al via oggi le mostre al Macro di Roma

“Immagini in movimento”: questo è il titolo delle otto mostre che partiranno da oggi al Macro di Roma. In particolare, una è la mostra che porta a Roma uno dei personaggi più creativi dell’intero panorama artistico mondiale della seconda metà del ventesimo secolo: «Laboratorio Schifano» realizzata grazie alla collaborazione con la moglie dell’artista Mario Schifano, Monica. L’esposizione consiste in schizzi, collage, fotocopie, polaroid installate su pareti di vetro.

«Qui c’è la personalità di Mario. Lui non aveva un taccuino, era ovunque» racconta la moglie Monica. «In queste immagini emerge la dicotomia tra pittura e fotografia. Si serviva di immagini già esistenti per farne lui delle nuove, a volte aggiungendo delle cose e altre volte, levandole. Siamo abituati a vedere la sua opera finale, qui invece vediamo la ricerca, il pensiero. Il segno pulito era frutto di un grande esercizio». In queste immagini spesso si vede un uomo che entra in una tv, o ne esce: l’esplorazione di nuovi linguaggi dell’informazione e della comunicazione, la sua attualità e contemporaneità si esprimono in molti modi e tante tecniche, tutte diverse. «All’epoca non c’era photoshop per elaborare le immagini, ma lui già lo faceva da solo» dice Monica Schifano.

L’inaugurazione della mostra sarà l’occasione per la presentazione della costruzione di una straordinaria costruzione: la terrazza con teca per le farfalle: «Siamo alla vigilia dell’inaugurazione dell’ala di Odile Decq completa di tutti i suoi servizi, dal parcheggio al ristorante» ha dichiara l’assessore alla cultura del Comune di Roma Umberto Croppi. «Si farà ai primi di dicembre» continua. Barbero ha spiegato il suo progetto: «Inaugureremo con un lavoro di Bik Van Der Pol, progetto vincitore del Premio Enel Contemporanea 2010 dal titolo “Are you sure that a floor cant’ also be e ceiling” . Prodotta da Enel Contempanea. E’ una struttura in scala della casa-icona di Mies va der Rohe, quasi in un gioco “dechirichiano” di una casa dentro una nuova architettura. Costruita tutta in acciaio e vetro, all’interno avrà un perfetto sistema di ecologie e microclimi per favorire la nascita di farfalle, dai bachi, che arriveranno da una ong con cui collaboriamo, alla fase di crisalide a farfalla. Il pubblico potrà seguire tutti i passaggi biologici attraverso questa casa-teca, che avrà anche il soffitto in vetro per ammirarlo dall’alto delle passerelle sospese nella sala. La farfalla – conclude Barbero – è anche una creatura simbolo dell’ambiente. È l’essere vivente più sensibile ai cambiamenti climatici e atmosferici, e ai fattori inquinanti. Mi viene da pensare alle lucciole pasoliniane».

Martina Guastella