“La pesantezza e la grazia” in mostra a Roma nello scenario di Villa Medici

 

E’ l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici che inaugura, mediante la mostra “La pesantezza e la grazial’apertura serale tutti i giovedì, oltre ovviamente al normale orario di visite; giovedì “in notturna”  insomma durante i quali avranno luogo diversi interessanti incontri, visite guidate ed anche dibattiti. Giovedì 28 ottobre ad esempio il curatore della mostra Eric de Chassey porterà il pubblico all’interno delle sale espositive di Villa Medici spiegando ed insieme illustrando la maniera con la quale ha scelto gli artisti in mostra, oltre alle opere da loro selezionate e volte a rappresentare la bella e profonda tematica dell’astrazione e della spiritualità.

La mostra intitolata “La pesantezza e la grazia, Astrazioni e spiritualità” è stata realizzata con la preziosa collaborazione del College de Bernardins di Parigi e mette assieme i lavori e le opere di cinque artisti di livello internazionale riguardanti il tema dell’astrazione; si tratta di Emanuele Becheri, Callum Innes, Georges Tony Stoll, Emmanuel Van der Meulen e Marthe Wery. Ad accomunare questi artisti non è soltanto l’appartenenza alla corrente astrattista ma anche il fatto di incarnare quella che viene definita dallo stesso de Chassey “astrazione spiritualizzante“.

L’attenzione e insieme la preoccupazione dell’artista non è difatti incentrata solo e soltanto su un’astrazione dal contenuto esplicitamente spirituale e teso a rappresentare la sfera complessa dell’invisibile, ma è tutta rivolta direttamente alla materia che sarà poi destinata a suscitare un suo specifico effetto  sullo spettatore.

Le opere che sono esposte nella mostra sono poi in particolare sintonia con quello che è il pensiero di Simone Weil dai cui scritti e lavori è stato tratto il titolo dell’esposizione stessa, ovvero “La pesanteur et la grace.” Gli artisti hanno difatti la ferma convinzione che la grazia possa essere scoperta e trovata proprio tramite la pesantezza ed è per questo che i loro lavori nascono dalla manipolazione di materia grezza e sono il risultato finale di quella condizione nella quale l’artista mette da parte il suo “mestiere” lasciando agli stessi materiali il ruolo di indiscussi protagonisti.

Rossella Lalli