UFO e Alieni su Rai3 con Licia Colò /Video

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:33

Lo scorso 24 ottobre (domenica) è andato in onda un “divertente” dibattito nella trasmissione di Licia Colò Alle falde del Kilimangiaro incentrato sugli Ufo e sul mistero che li avvolge da anni. Ospiti del programma erano il prof. Roberto Dolcetta Capuzzo, astronomo, astrofisico e docente alla Sapienza di Roma; Pablo Ayo, giornalista, ricercatore e scrittore pro ufo. Ed infine, in collegamento via satellite da Palm Beach in Florida, Edgar Dean Mitchell, astronauta dell’Apollo 14: fu il sesto uomo a mettere piede sulla Luna nel 1971.

L’audio dell’intervista a Mitchell è scaricabile qui, mentre su Youtube è presente l’intero dibattito (previa censura della Rai) diviso in due parti (prima parte, seconda parte).

Nonostante la presenza dei tre illustri ospiti, ognuno dei quali intento a testimoniare secondo il proprio punto di vista o secondo ciò che era conveniente riferire, la chiacchierata non ha prodotto nulla di nuovo, nulla che non si sapesse già da anni, soprattutto riguardo agli imbarazzanti filmati portati in sala. Infatti né il buon Ayo né il composto astrofisico hanno interrotto la Colò sui video ufologici “sbugiardati” da un pezzo: le flotillas (che sono palloncini), la spirale norvegese (prodotta dal lancio di un missile russo), l‘UFO del Concorde (difetto riscontrato sulla pellicola cinematografica), quello dello Shuttle (1984, missione STS-51A, goccia d’acqua sul finestrino interno), l’UFO gigante sopra il Cremlino (che stranamente non viene visto da nessuno eccetto il videoamatore), l’UFO circolare nel cielo di Mosca (una semplice nuvola di tipo hole punch, familiare ai meteorologi) e tanti altri filmati notoriamente falsi.

Per il resto, l’intervista con Mitchell è stata non poco imbarazzante per la signora Colò: lei intenta a sostenere che l’astronauta sa di come la NASA abbia occultato diverse prove pro ufo, e lui ad affermare esattamente il contrario, che la NASA non c’entra e non è implicata in alcuna “congiura del silenzio”, mentre il governo americano una qualche responsabilità potrebbe averla (per cosa? non è chiaro). La presentatrice ha poi discusso del “caso Roswell” (l’ufo crash del 1947) e anche qui la solita tiritera: prove zero, chiacchiere tante, e anche Mitchell non si è fatto coinvolgere: lui – così dice – ha solo raccolto le storie delle persone del posto, nulla di più.

La parte finale del dibattito è sullo stesso livello. Pablo Ayo ha citato il nucleare della seconda guerra mondiale come fonte di interesse alieno (ecco perché sarebbero stati attratti?!?), alterando un po’ i fatti storici riguardo alle basi americane in cui erano custodite le atomiche in quegli anni. Fatti, quindi, adattati alle teorie ufologiche, senza purtroppo intuire che tali “fantasiose” ricostruzioni all’ufologia proprio non fanno bene.

Pasquale Gallano