Gli inquirenti: “Sabrina ha gettato Sarah”, lei nega

Novità sul caso Scazzi. Il cellulare potrebbe “tradire” Sabrina Misseri, in carcere dal 15 ottobre perché sospettata di aver contribuito all’ assassinio della cugina Sarah Scazzi, il 26 agosto scorso. Gli inquirenti hanno finito di esaminare i tabulati telefonici che agganciano la stessa cella, quella della zona di  Nardò, e, stando alle loro dichiarazioni, emergerebbe un buco temporale pari a 45 minuti. Uno spazio di tempo che va dalle 15 alle 15.45, proprio quando Michele Misseri era impegnato a disfarsi del corpo della nipote, gettandolo nel pozzo di contrada Mosca.

Sabrina, interrogata circa le sue mosse in quell’arco temporale, avrebbe fatto spesso confusione, addirittura contraddicendosi spesso. Ha provato a difendersi, dichiarando che, proprio allora, era con Mariangela. Ma, da quanto emerge dall’analisi dei tabulati e dall’esame dei carabinieri del Ros (Raggruppamento operativo speciale di Lecce), Sabrina avrebbe mandato un sms dal suo cellulare a quello di Ivano, il ragazzo di cui si erano invaghite lei e Sarah, proprio fra le 15 e le 15.45: ebbene, il messaggio parte alle 15.19 dalla cella della zona del pozzo, la stessa che aggancia una telefonata al telefonino di Michele Misseri alle 15.25. Questo dimostrerebbe che Sabrina, in quel lasso di tempo, era col padre, intenta a occultare il cadavere gettandolo nel pozzo.

Sabrina si è difesa da questa accusa continuando a ripetere che lei, invece, era con Mariangela e che aveva contattato Ivano per avvisarlo della scomparsa di Sarah. Eppure, stando ancora ai tabulati telefonici, Mariangela in quel momento era da tutt’altra parte.

Dai tabulati telefonici sono emersi altri dati di fondamentale importanza. Sabrina avrebbe chiamato con insistenza la madre Cosima, per informarla dell’improvvisa scomparsa della cugina, proprio dopo le 15. Ebbene, queste chiamate fatte da Sabrina (gli inquirenti ipotizzano che avesse urgenza di chiamare la madre perché temeva avesse intuito cosa fosse successo nella rimessa di casa), sono state fatte da casa sua fino alla cisterna di contrada Mosca, quando ancora la cella agganciata era quella di Avetrana. Questo scagionerebbe Cosima, che non avrebbe partecipato né all’omicidio né all’occultamento del cadavere.

Ancora dubbi, invece, sulla violenza al corpo morto di Sarah confessata da Michele Misseri. Non sembra possibile che possa averlo fatto in presenza della figlia Sabrina, per cui gli inquirenti scartano questa ipotesi.

Oggi, per ordine del sindaco di Avetrana, tutte le troupe televisive dovranno allontanarsi dalla casa di Michele e Sabrina Misseri, dove sono ancora la signora Cosima e la figlia Valentina.

Angela Liuzzi