Berlusconi e Ruby: un sexgate da accertare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:08

Non accennano a spegnersi le indiscrezioni sul nuovo, presunto “sexgate” italiano. La nuova preoccupazione del presidente del Consiglio si chiama Ruby ed è una diciassettenne di origine marocchina disposta a fornire dettagli su incontri affettuosi alla corte del premier. Bufala o realtà? Per rispondere al pressante interrogativo, la procura di Milano avrebbe aperto un’inchiesta tesa a verificare, innanzitutto, quanto le “confidenze” consegnate dalla presunta “papi girl” possano considerarsi attendibili.

Voci sempre più insistenti riferiscono intanto che Lele Mora ed Emilio Fede risultano indagati per favoreggiamento della prostituzione. La giovane marocchina, fuggita più volte dalla famiglia di origine residente in Sicilia, avrebbe infatti trovato riparo presso la “scuderia” del noto impresario dei vip, che avrebbe favorito gli incontri tra Ruby e il premier. Quadri ancora troppo fumosi, resi malfermi anche dalle continue contraddizioni nelle quali la ragazza sarebbe caduta durante gli interrogatori in Procura, ma che rimandano comunque ad “atmosfere” lontane anni luce dalla sobrietà. Personale e istituzionale. E se sulla mancanza della prima nessuna condanna può essere formulata a carico del Cavaliere, sulla seconda, invece, la faccenda rischia di farsi più seria.

I pm temono, infatti, che il presidente del Consiglio abbia firmato – con le sue presunte, disinvolte frequentazioni – la propria condanna politica, rendendosi ricattabile agli occhi di molti. E molte. Congetture che attendono il conforto dei fatti e che vengono vigorosamente smontate dai legali del premier: “Le notizie comparse sui giornali in relazione ad asserite dichiarazioni rese da tale Ruby – hanno scritto Niccolò Ghedini e Pietro Longo in una nota congiunta – sono assolutamente infondate. La stessa procura di Milano si è già puntualmente espressa sull’inesistenza di indagini in tal senso. Del resto da approfondimenti svolti si è potuta acclarare la radicale e totale infondatezza delle illazioni giornalistiche avanzate”.

Una vera e propria “bufala” architettata per mettere in difficoltà il presidente del Consiglio in un momento di estrema delicatezza istituzionale. Dopo Noemi Letizia e Patrizia D’Addario, insomma, per Longo e Ghedini la nuova “sex bomb” ingaggiata dalla magistratura politicizzata avrebbe il volto esotico e il fisico mozzafiato della giovane Ruby. Dal Marocco con strumentalizzazione.

Maria Saporito