Ruby, il “bunga-bunga” e le strane favole del premier

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:22

La ragazza minorenne che scuote nelle ultime ore la poltrona del premier, da tempo in equilibrio assai precario, ha alle spalle una lunga serie di guai, di furti e fughe, di incontri “fortunati” e feste mondane. Ruby, balzata dalla miseria della periferia siciliana alla splendente corte del Cavaliere, salvata e punita allo stesso tempo dalla sua avvenenza. Il suo nome è ora su tutti i giornali, accanto a quelli di Berlusconi, del “fido” Emilio Fede e del sempre più discusso Lele Mora.

Ruby (il suo vero nome è Karima) risiede ufficialmente da sette anni a Letojanni, un piccolo centro della riviera jonica a due passi da Taormina. Il padre è un venditore ambulante, la madre una umile casalinga.

A imprimere una svolta alla misera vita della marocchina minorenne, giunge Emilio Fede, il quale nota l’avvenente ragazza (poco più di una bambina) a un concorso di bellezza. Di qui la segnalazione all’amico e impresario Lele Mora, “intenditore” di bellezze, fino a giungere al traguardo: la corte del premier, dove Ruby gioca al “Bunga-bunga”.

Non basta: la bella marocchina deve aver toccato il cuore dei suoi benefattori a tal punto da meritarsi la benevolenza di Palazzo Chigi che, facendola passare per la nipote del presidente egiziano, ne ha raccomandato l’uscita dalla Questura in seguito a un furto di cui la bella Ruby si è resa protagonista.

Ora la ragazza, finita nel ciclone della polemica, tenta di spiegare tutto. “Sono stata ad Arcore solo una sera e quello che raccontano i giornali sono cazzate“, racconta ai cronisti. “Dietro questo polverone c’è una sola persona, il giudice Pietro Forno – rilancia Ruby – Mi ha usata per attaccare il premier”. E ancora: “Sono dispiaciuta, vedo coinvolte persone che mi hanno aiutato senza chiedere niente in cambio“.

Niente in cambio. Lei, però, al termine della cena ad Arcore qualcosa ha ottenuto. “Il premier – rivela la marocchina – mi ha regalato una collana di Damiani e dato una busta. Tornando, mentre ero in taxi, l’ho aperta e c’erano 7mila euro in contanti“.

A dare una spiegazione a questo assai rilevante regalino è lo stesso presidente del Consiglio, che a commento della vicenda, dichiara: “Sono una persona di cuore e aiuto le persone che hanno bisogno“.

Insomma, si tratterebbe di un affettuoso dono fatto col cuore. Un pacco regalo con collana, contanti, cena, amicizie importanti e impunità per furto.

Cosa abbia fatto Ruby per meritare tanto bene rappresenta l’ennesimo mistero di una delle tante favole italiane a cui in troppi, alle prese con crisi e disoccupazione, hanno smesso di credere da un bel po’ di tempo.

Raffaele Emiliano

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