L’allarme del ‘Secolo d’Italia’: “Ci vogliono chiudere”

La Fondazione An nega l’anticipo dei fondi necessari a mantenere in vita “il Secolo d’Italia” in attesa del versamento dei contributi per l’editoria. Così, lo storico quotidiano di destra rischia la chiusura.

”Vogliono chiudere il Secolo d’Italia. Dopo tre giorni di discussioni con il titolare del Comitato di gestione Franco Pontone (che oggi è stato ‘dimissionato’) e con il Comitato dei garanti della Fondazione An”, la direzione del ‘Secolo’ ha preso atto del ”rifiuto di garantire, come da cinquant’anni a questa parte è stato fatto, i fondi necessari a consentire l’uscita del giornale: una anticipazione modesta, 700mila euro, necessaria a ”coprire” gli ultimi mesi dell’anno in attesa del versamento dei contributi per l’editoria”.

”E’ per me evidente – dice il direttore del quotidiano Flavia Perina -, anche perché diversi dirigenti della ex An lo hanno espressamente dichiarato, che il vero problema non sono i soldi ma la linea politica del giornale: c’è chi non concepisce l’esistenza a destra di una voce libera, che non si unisce al coro berlusconiano”. Nell’ultimo biennio, il quotidiano, assai vicino alle posizioni del presidente della Camera Gianfranco Fini, ha compiuto una impegnativa ristrutturazione con il dimezzamento del debito, il varo dell’edizione on line e un notevole aumento di tiratura.

Senza l’anticipazione di fondi da parte di An, continua la Perina, ”il Secolo va verso una rapida chiusura, perché non è in grado già adesso di fare fronte agli impegni economici quotidiani”. La direzione e la redazione del quotidiano fanno pertanto appello ai colleghi, ai dirigenti e ai militanti del Pdl che hanno a cuore la sopravvivenza della storica testata, perché contribuiscano a sostenere il giornale.

Raffaele Emiliano