Terzigno, dietro la tregua i rastrellamenti

Storia strana quella del paese di Terzigno, poco più di 17mila anime nella provincia di Napoli.
Il sommo Dante, fosse vissuto qualche secolo più tardi, avrebbe avuto di che divertirsene, con il suo contrappasso infernale.
Accade, infatti, che il movimento contro l’ennesima discarica che sarebbe dislocata sul territorio della provincia napoletana nasca proprio da quel paese dove le liste civiche ed ecologiste (storicamente in prima fila a difesa della salute dei cittadini) sono da sempre snobbate e non votate, anche alle ultime elezioni del marzo scorso; là, da un territorio dove PdL e democristiani valgono insieme oltre la metà della popolazione, è emerso un fervore di rivolta che ha smascherato ancora una volta la politica del “ghe pensi mi” con cui nel 2008 Berlusconi e Bertolaso promisero di aver risolto una volta per tutte il problema dei rifiuti in Campania.

Ma Terzigno non è, come si è scritto anche su eminenti quotidiani, solo il “paese del PdL”; Terzigno, prima che scoppiassero i giorni della rivolta a difesa della salute e del futuro del territorio, era anche il paese dove gli eredi non pentiti dei fascisti del Movimento Sociale Italiano, “La Destra” di Storace, potevano vantare risultati elettorali di poco inferiori alla doppia cifra.
E, per la “gioia” di quel migliaio di votanti, in questi giorni in paese sembrano tornati proprio i tempi del ventennio.
Allora, che in Italia la “democrazia” non esisteva nemmeno formalmente, usava preparare le visite del Duce a giro per il Paese incarcerando preventivamente tutti gli elementi “sospetti” già conosciuti dalle camice nere: dissidenti, anarchici, giornalisti scomodi, comunisti o presunti tali…

Oggi, che la “democrazia” (formale?) esiste e forse resiste, la visita del Presidente del Consiglio in Campania è stata accompagnata a Terzigno da un’improvvisa tregua che, stando alle denunce dei cittadini riprese da Facebook e dai giornali locali, nascondono in realtà dei “rastrellamenti” preventivi effettuati a “scopo intimidatorio” dalle forze dell’ordine.
Le forse dell’ordine stanno perquisendo le nostre case, senza mandato. Sfruttano l’articolo 41 sul possesso di armi per intimidirci. – hanno spiegato a “CNRmedia” gli abitanti di Terzigno – Si presentano a casa e perquisiscono tutto, creando dei problemi con i genitori e con le moglie”.
“L’articolo 41 è un metodo usato dalla polizia quando vuole entrarti in casa, perché non ha bisogno di alcun mandato. Ti perquisiscono alla ricerca di armi e se non trovano nulla ti rilasciano con gli estremi della perquisizione e l’esito negativo”.

“Ci intimidiscono dicendo: ‘qua sopra non dovete più venire, mi sono rimasti tre colpi di pistola e questi sono per voi’. Ma che metodi sono questi? – spiega ancora qualcuno, ai cronisti presenti per le strade del paese – Qui si sta chiedendo soltanto il diritto alla salute, ma la Costituzione sembra sia stata sospesa”.

M.N.