Francia, finisce sciopero raffinerie

Finiscono gli scioperi in Francia. Dopo le imponenti proteste delle settimane scorse, nelle principali raffinerie si è deciso di tornare a lavoro. Una scelta che da ripresa al paese dopo i blocchi di tutti i settori produttivi.

Per l’intero mese di ottobre, tutte le sigle sindacali sono scese a manifestare contro la riforma delle pensioni. Impiegati, operai, dipendenti pubblici e privati uniti per chiedere lo stop della norma. A dare sostegno anche gli studenti. Proprio all’esterno di università ed edifici scolastici si sono registrate forti pressioni contro la nuova attuazione. Molti i licei chiusi. Emblematica la situazione registrata nove giorni fa a Marsiglia. Aeroporto in tilt per ore, voli cancellati e disagi per l’utenza. Critico anche il porto marittimo, occupato da montagnole di spazzatura, visto lo sciopero degli operatori ecologici. Una protesta che ha attraverso l’intera Francia, da Le Havre a Nizza, talvolta anche con risse e arresti. Guerra, seppur non fisica, di cifre. Se per le organizzazioni sindacali si sfioravano fra i due e i tre milioni di persone, per le questure molti meno.

La nuova normativa prevede l’innalzamento dai 65 ai 67 dell’età pensionistica. Il maggiore sindacato francese CGT la contesta, dicendo che si tratta di uno sgarbo ai lavoratori. Dal canto suo il governo Sarkozy l’ha sempre difesa, sostenendo che si tratta di un provvedimento equo. Dopo il sì di Camera e Senato, l’altro ieri la definitiva approvazione, nonostante la forte presa di posizione contraria. Dunque una forza di determinazione dell’esecutivo a portare a termine la riforma. Oggi finisce lo sciopero nelle raffinerie, che per tre settimane ha tenuto in ginocchio il paese vista la capacità di questo settore. Non considerano la partita finita qui i sindacati che sperano in una revisione nel 2013, anno per cui entrerà in vigore.

Matteo Melani