Ruby, ‘Il Foglio’ difende il premier: “Solo gli elettori possono mandarlo a casa”

Al coro unanime di protesta sul “caso Ruby”, la minorenne marocchina ospite ad Arcore e “graziata” dal presidente del Consiglio con una telefonata alla Questura di Milano, dove l’avvenente ragazza era in stato di fermo per furto, non prende parte ‘Il Foglio’, diretto da Giuliano Ferrara.

Il quotidiano dice di ammirare, invece, il premier Silvio Berlusconi, che ieri ha pubblicamente rivendicato con orgoglio la libertà di difendere il proprio stile di vita e il suo rapporto con le donne, sottolineando di non essere intenzionato a cambiare gusti e passioni.

I miei complimenti al presidente del Consiglio o, come noi preferiamo chiamarlo, al Cav. Ha fatto benissimo a dire spavaldo che ama la vita e le donne, che nessuno gli farà mai cambiare stile di vita. E’ stato vero e tosto e ammirevole nel respingere con totale sprezzatura le goffe accuse dei soliti sepolcri imbiancati, italiani ed esteri”. Si legge così nell’editoriale de ‘Il Foglio’ con la sigla dell’elefantino, dietro la quale si cela il direttore Giuliano Ferrara, dal significativo titolo ‘Bravo Cav., peccatore. I cittadini possono mandarlo a casa, non i risibili tribunali puritani”.

“Ho riserve cruciali – aggiunge Ferrara – sul modo di governare del Cav., e si sa. Penso che commetta un numero di errori politici pari solo ai suoi talenti naturali. Penso anche a quanto si mette in difficoltà concedendo ai suoi nemici il vantaggio estremo di un’ipocrisia bacchettona, e combattendola talvolta con una simmetrica tartufaggine. Penso alla sua imprudenza, e mi preoccupo in amicizia per il suo modo di spendere la vita. Ma la sua vita – aggiunge il direttore – è una decisione solo sua, ovviamente”.

“E il resto – conclude l’editoriale – lo decidono gli elettori, non i giornali, non i tribunali dell’opinione, non i guru che non hanno mai capito il fenomeno Berlusconi per mancanza di intelligenza, di sense of humor e di comune umanità. Il Cav. si può sempre mandare a casa. E’ una decisione sovrana dei cittadini. Non può essere il frutto di una, cento, mille imboscate delatorie. Di una serie infinita di violazioni della sua privacy. Di tiritere goffe sulla ricattabilità del politico, quando tutti sanno che ricattabili sono i cento puttanieri di cui non si sa nulla, il cui cesso non è mai stato fotografato da allegre donnine, il cui profilo istituzionale è scolpito nel marmo della menzogna di Stato”.

Raffaele Emiliano