Industry Books, nasce il ponte tra libri e cinema

 

La grande novità di questo 5° Festival internazionale del Film di Roma, diretto da Piera Detassis, è la prima edizione di “Industry Books”, progetto che mira alla ricerca di libri con forte potenziale cinematografico da presentare poi ai produttori. L’ idea è quindi quella di creare un ponte fra editori e produttori cinematografici a seguito del progressivo e crescente intensificarsi dei rapporti tra l’industria del libro e quella audiovisiva.

Una ricerca di mercato dell’Associazione italiana editori ha messo difatti in evidenza come il 27% dei film prodotti in Italia sia tratto da libri e romanzi e così fin da subito gli editori hanno deciso di aderire ad una giornata che si ponga come vetrina istituzionale nel contesto del mercato dell’audiovisivo. Industry Books sarà inoltre rivolto anche a case editrici di Francia, Inghilterra, Spagna, Germania e Paesi del Nord Est e, come ha chiarito Diamara Parodi che è la coordinatrice di “The Business Street“, alle case editrici più indipendenti ed attive che hanno rapporti con la nostra penisola.

Sarà quindi presentata, nell’ambito di Industry Book, una selezione di libri introdotti da 13 editori e tra questi si possono citare “Le cose fondamentali” di Tiziano Scarpa, “L’aria della Gioconda” di Roberto Piumini, “Italia” di Marco Lodoli e “La Monaca” di Simonetta Agnello Hornby. Come ha spiegato la Parodi, sarà fatta una prima scelta di 30/35 libri a seguito della quale interverrà poi un comitato di selezione che sceglierà i 10/14 libri finalisti puntando alla creazione di una vetrina divisa equamente tra prodotto italiano e prodotto europeo.  Una cosa simile è stata fatta, da quattro anni, anche al Festival di Berlino ma ad essere diversa è la modalità di presentazione dei libri in quanto il sistema è quello del pitching, in cui l’editore parla del suo progetto con un moderatore di fronte ad una platea di produttori.

Rossella Lalli