Obesità infantile: l’organismo diventa più soggetto ad infarti ed ictus

Da una ricerca del Hospital Children British Columbia (Vancouver, Canada) condotta dal dottor Kevin Harris e presentata al Canadian Cardiovascular Congress risulterebbe che i bambini affetti da obesità siano più vulnerabili a ictus e infarti (HealthNews 26/10/0910).

Fin qui nulla di nuovo rispetto a quanto più volte evidenziato da associazioni pediatriche ed Organizzazione Mondiale della Sanità: da anni il mondo medico-scientifico sta cercando si sensibilizzare famiglie ed istituzioni su una maggiore attenzione verso le cattive abitudini alimentari fin dall’infanzia in modo da prevenire le malattie cardiovascolari che ne potrebbero derivare.

La novità sta nei risultati dei test condotti dal gruppo di lavoro su 118 tredicenni di cui 63 obesi e 55 “normopeso” che hanno dimostrato come i bambini obesi abbiano arterie che spesso presentano lo stesso grado di “usura” e sclerotizzazione degli individui adulti affetti da problemi vascolari come ipertensione e colesterolo alto.

Esaminando i loro vasi sanguigni con ultrasuoni gli scienziati, infatti, hanno rilevato per i piccoli obesi delle arterie dure ed usurate simili a quelle di soggetti quarantenni affetti dai problemi indicati.

E ciò rappresenta un serio campanello d’allarme, perchè l’indurimento arterioso può essere causa di infarto e ictus anche in età giovanile.

Allo stesso tempo, caratteristiche come colesterolo e pressione si sono presentati normali in entrambi i gruppi, fattore che per gli esperti può voler dire che i problemi circolatori rilevati per il gruppo di obesi siano un anticipo di rischio futuro di infarto ed ictus e non un indice di problemi solitamente “adulti” già presenti in tenera età come spesso il mondo medico sostiene.

Per il gruppo di lavoro la causa è da ricercarsi principalmente nelle cattive abitudini alimentari, nella vita eccessivamente sedentaria che questi soggetti conducono e nel cibo non adatto a loro e la soluzione è da ricercare principalmente nell’educazione alimentare, che deve partire dalla scuola e dalla famiglia.

Educazione alimentare che preveda 5 pasti giornalieri ed anche quei cibi, come verdure e pesce, poco graditi in tenera età.

Marco Notari