Ottobre rosso per le vendite di auto: della Fiat il tonfo maggiore

Ancora un tonfo per le vendite di auto nuove dopo la fine degli incentivi.

Per la Federauto il gruppo Fiat (Fiat, Lancia e Alfa) registrerà ad ottobre un calo delle nuove vendite del 39,5%, oltre 10 punti rispetto all’intero mercato automobilistico (-29%).

Il centro studi dell’associazione che raggruppa i concessionari di tutti i brand commercializzati in Italia evidenzia come il dato della casa italiana sia il più allarmante dell’intero mercato, dato che i marchi esteri, considerati unitariamente, riescono ad arrestare le perdite intorno al -22,9% circa.

Già stamane un forte segnale è arrivato dal Giappone, dove l’Automobile Dealers Association ha reso noto un crollo delle vendite di nuove auto del 26,7%.

Per il Sol Levante si tratta del più forte calo da aprile di quest’anno e la causa sembra identificabile nella fine degli incentivi statali per l’acquisto di vetture non inquinanti.

La parabola discendente dell’intero settore confermerebbe che si è ancora in piena crisi e che soltanto gli incentivi pubblici riescono a tamponare il trend marcatamente negativo di questo comparto.

La peculiarità di questa crisi resta, infatti, un’ eccesso di offerta rispetto alla domanda, domanda fino ad oggi stimolata solo ed unicamente attraverso contributi pubblici.

Sembra dunque che l’esigenza paventata dalla Fiat di trasferire in alcuni Paesi in via di sviluppo la produzione di auto dipenda più dagli incentivi che tali nazioni garantirebbero a chi investe sul loro territorio che dalla necessità di un deciso aumento della produzione che ne deriverebbe.

E visti i risultati decisamente peggiori dell’intero comparto registrati dal gruppo italiano il responsabile welfare e lavoro dell’Italia dei Valori, Maurizio Zipponi, non ha esitato a cogliere la palla al balzo per tuonare che ‘‘i dati di Federauto sulla grave situazione dei marchi Fiat cancellano le chiacchiere che per tre mesi e mezzo hanno ammorbato l’Italia”.

I numeri sono inconfutabili: con la crisi del settore auto il gruppo registra perdite superiori alla media nazionale ed europea. Questi dati rendono giustizia ai lavoratori di Mirafiori, Melfi, Pomigliano, e Termini Imerese, abbandonati dal governo e sistematicamente accusati di tutta una serie di falsità”.

Per Zipponi, infine, ”il tentativo di individuare negli operai e nella Fiom il capro espiatorio per coprire l’incapacità della Fiat di reggere la concorrenza è miseramente fallito”.

Marco Notari