Amanda Knox colpevole: disegni e psicologi contro la studentessa


Amanda Knox è colpevole, parlano chiaro i suoi disegni. Lo sostiene la psicologa inglese Jane Firbank, esaminando alcune immagini che la ragazza, condannata a ventiseienni per l’omicidio della compagna di studi Meredith Kercher, affiggeva alle pareti della cella.

A tre anni dall’uccisione di Meredith Kercher, studentessa americana a Perugia per il suo percorso, si parla ancora di Amanda Knox, e non per particolari novità legali. Prima la lunga disputa del film sull’Angelo di Seattle, come l’ha ribattezzata la stampa americana, in cui Hayden Panettiere, somigliante alla studentessa in modo quasi inquietante, mette in scena quel volto angelico, appunto, e apparentemente senza alcuna colpa, poi un libro.

Il parlamentare del Pdl Rocco Girlanda ha da poco pubblicato Io vengo con te. Colloqui in carcere con Amanda Knox, e tra una pagina e l’altra compaiono i disegni.

Quello esaminato dalla psicologa londinese raffigura una donna nuda, di schiena, con le mani appoggiate sui fianchi stretti. “La scelta dei colori, unita alla vivacità, fa emergere il lato oscuro della ragazza”, sostiene la Firbank. Linee accese, colori vivaci che raffigurerebbero, negli intenti, proprio sé stessa. Una sorta di autoritratto, in cui “i colori brillanti potrebbero suggerire che Amanda non sia a suo agio con sé stessa”.

Un’altra fotografia dal libro, poi, cattura un disegno che raffigura delle mani. Stessi colori accesi, coriandoli che si mischiano tra le dita, spiegati dalla psicologa come “un alto livello di testosterone che può portare a una personalità dominante e aggressiva”. Più che un’analisi puramente psicologica, le affermazioni di Jane Firbank, apparse sul Sun, sembrerebbero una sorta di condanna definitiva.

Tre anni sono trascorsi dalla morte di Meredith e sono in pochi a ricordare una vita spezzata nel fiore dei suoi anni, nel più atroce dei modi, forse. Film, blog americani, stampa estera, sono tutti mezzi di comunicazione concordi nel tracciare il profilo di una star bella e dannata, piuttosto che di un’assassina (la Knox, condannata a 26 anni, si professa ancora innocente).

L’avvocato dei Kercher, Francesco Maresca, si fa portavoce dei familiari della vittima, declinando i numerosi inviti della tv italiana e affermando: “E’ tutto incentrato sulla Knox. Si fa di un’assassina la protagonista di un film, si scrive un libro che ci lascia perplessi, mentre nessuno ha mai pensato a raccontare la vittima. Noi speriamo di mettere per sempre una riga sopra questa storia e di tornare nell’ombra”.

Carmine Della Pia