Austria, il “mostro di Amstetten” concede la sua prima intervista

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:04
La sua storia ha sconvolto l’opinione pubblica del suo paese e di mezza Europa, e catturato le copertine di tutti i giornali. Josef Fritzl, conosciuto come il “mostro di Amstetten“, per 24 anni ha tenuto sequestrata la figlia nella cantina di casa, abusando di lei migliaia di volte, fino ad avere  ben 7 figli da lei. Da 18 mesi rinchiuso in un un carcere di massima sicurezza a Vienna, il padre-padrone ha rilasciato per la prima volta un’intervista al quotidiano tedesco Bild. Un’intervista da cui emerge un uomo completamente fuori della realtà, che crede ancora ci sia qualcuno ad aspettarlo fuori dalla carcere.
Ho scritto otto lettere a mia moglie, ma non ho avuto nessuna risposta, anche se so che mi ama ancora“, ha detto Fritzl, che si è detto sicuro che la donna (che fece richiesta di divorzio subito dopo il suo arresto), ricambi ancora i suoi sentimenti di amore. Ha chiesto alle autorià di rimetterlo in libertà perché vuole prendersi cura della moglie “che sempre mi è stata fedele“. “Ho paura che qualcuno possa rubarmela mentre sono qui”, ha continuato Fritzl.
L’uomo è convinto che sia la moglie che i suoi 13 figli vorrebbero andare a trovarlo in prigione, ma che siano le autorità austriache ad impedirgli di vederlo. L’uomo è arrivato a scrivere una lettera alla figlia Elizabeth -che probabilmente porterà tutta la vita le cicatrici degli abusi commessi dal padre- per chiedergli del denaro.
Nell’intervista concessa al giornale, Fritzl non ha dato alcun segno di pentimento, limitandosi a rispondere con un “non voglio parlare di questo”, alla domanda del giornalista sulle atrocità da lui commesse.
Condannato all’ergastolo per i suoi crimini, il mostro di Amstetten trascorre le sue giornate in isolamento, coltivando pomodori, vedendo la televisione e facendo dello sport. Due agenti di sicurezza lo accompagnano in ogni movimento per evitare che venga aggredito dagli altri detenuti o che tenti di togliersi la vita.
 
Annastella Palasciano