Delirio per Springsteen e il documentario “The promise” al Roma Film Festival

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:04

Quella di ieri sera non è stata una proiezione, ma un delirio collettivo, un concerto da stadio in una sala al chiuso. Folle urlanti, chitarre brandite tra il pubblico e flash a centinaia: tutto questo per la proiezione di un documentario. Ma non è un documentario qualunque: si tratta di The promise, il making of dello storico album di Bruce Springsteen Darkness on the edge of town. E, come se non bastasse, in sala c’è un ospite a dir poco speciale: il “Boss” in persona.

La sua presenza al Roma Film Festival era stata confermata da Mario Sesti pochi giorni fa, e alcuni hanno alluso ad alcune pressioni che la Sony avrebbe fatto sull’artista affinché fosse presente a promuovere a dovere il cofanetto Dvd in uscita. Poco importa, comunque: lui è lì, e a scanso di equivoci fa tutti contenti con qualche dichiarazione bonaria. “E’ sempre bello assistere alla proiezione con i fan – ha dichiarato Springsteen – ma gli italiani hanno qualcosa di particolare in più“.

Come nasce un capolavoro? E’ ispirazione divina o è il frutto di un lavoro lungo e paziente? Queste sono le domande a cui il documentario diretto da Thom Zimny cerca di rispondere, mostrando come Springsteen a soli 27 anni avesse le idee chiare sulla musica e sulla vita. E ora, ad anni di distanza, lo ammette con candore e chiarezza: “piu’ di voler essere ricco, famoso o felice, volevo essere grande”. E alcuni dicono che ci sia riuscito.

Pignolo, attento al sound in una maniera meticolosa, scrittore di liriche e musiche prolifico e metodico. Tutti aspetti che il documentario mette ampiamente in risalto. Un vero operaio del rock, che ora è alla vetta ed è considerato uno dei più influenti musicisti della musica contemporanea, sebbene sia sempre stato lontano dalle élite intellettuali.

Ma forse è proprio in questo che sta la sua forza, nell’essere un uomo qualunque del New Jersey che grazie all’ispirazione e al duro lavoro è riuscito a trasmettere forza ed energia a tutti, senza distinzioni. Tutto questo grazie alla capacità mitopoietica della musica, alla sua imponente forza che spinge le persone a fidarsi di qualcuno che non hanno mai neanche conosciuto, ma che ha parlato loro attraverso delle semplici e oneste canzoni.

Roberto Del Bove