Forme di vita su Marte?

Quante volte ci siamo chiesti se siamo davvero gli unici abitanti dell’immenso universo che ospita il sistema solare in cui viviamo? Scienziati di ogni nazionalità da tempo cercano risposte a questo quesito, la cui entità non è più esclusivamente scientifica ma coinvolge la natura spirituale dell’essere umano, che ha al tempo stesso paura e voglia di sentirsi dire che c’è altro intorno a noi, fuori dal Pianeta Terra.

Ancora non ci sono prove certe, testimonianze sporadiche a parte, dell’esistenza di piccoli omini verdi simili a noi che popolano i pianeti che ci circondano, ma bisogna ricordare che quella antropomorfa non è l’unica forma di esistenza possibile. Ci sono novità a proposito della presunta esistenza di altre forme di vita. Nell’equatore del pianeta rosso si troverebbero dei microbi ormai morti, che potrebbero celare un passato fatto di vita. Sui fianchi di uno dei vulcani attivi di Marte sarebbe stato rinvenuto un deposito di silice idratata. La presenza di tale minerale starebbe a significare la presenza, in passato, di acqua e di un tipo di clima che probabilmente avrebbe permesso la prolificazione di forme di vita. Tale scoperta è stata possibile grazie alla sonda della nasa Mars Reconnaissance Orbiter. La notizia è stata annunciata fra le pagine della rivista scientifica Nature Geoscience. Il merito della scoperta va ai ricercatori della Brown University.

I Bluvertigo, anni fa, in una canzone il cui titolo è, appunto, “Altre forme di vita” dicevano che “è praticamente ovvio che esistano altre forme di vita” e che, se solo noi fossimo stati generati dal caso, la cosa sarebbe “un po’ egoista e poco fantasiosa”. La musica non proclama verità assolute, ma di certo può esprimere pareri in larga parte condivisibili. Che il buon Marco Castoldi, in arte Morgan, e la sua band abbiano intuito senza aver bisogno di prove la verità che gli scienziati vanno cercando da decenni?

Martina Cesaretti