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“Non soffrirà come Eluana”: marito porta moglie a morire in Olanda

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Lui, un uomo olandese di 62 anni, voleva solo rispettare le ultime volontà della moglie. Perciò aveva chiesto che a lei, una donna veneta di 57 anni in coma da un anno, venisse praticata l’eutanasia. In Italia. Di fronte al prevedibile rifiuto delle autorità sanitarie italiane di ‘staccare la spina’, il marito ha condotto la moglie nella propria patria. Ed è là, in Olanda, dove la ‘dolce morte’ è legale, che la consorte è passata a miglior vita.

Anna Busato, nata in Veneto negli anni ’50, era finita in coma un anno fa a causa di una grave emorragia cerebrale. Prima di andarsene la donna aveva dato indicazioni nel proprio testamento biologico su come doversi comportare nel caso fosse finita in coma irreversibile. E aveva scelto di non voler protrarre una vita non cosciente. Il marito Martin Van den Burgt, dal doppio passaporto proprio come la moglie, aveva provato a far sì che l’accanimento terapeutico nei confronti della consorte cessasse già in Italia. Ma nel nostro paese il testamento biologico non ha, purtroppo, alcun valore giuridico.

E’ quindi stata eseguita la semplice prassi. La donna, in stato vegetativo, è stata tenuta all’ospedale di Mirano fino a marzo. In seguito è stata mandata a casa, dopo che il marito e i parenti erano stati istruiti sul modo in cui doverla curare. Martin, da parte sua, continuava ostinatamente a chiedere che il desiderio della moglie venisse esaudito. Ottenendo come risposta solo una moltitudine di rifiuti.

Esasperato, l’uomo ha infine pensato che rimanesse un’unica soluzione: l’Olanda. Nel mese di giugno Martin è riuscito, tramite un’ambulanza messa a disposizione da un’azienda olandese, a portare la moglie in una casa di cura in patria. “La sua condizione”, si è sfogato, “è assolutamente identica a quella di Eluana Englaro. La differenza, è che io non posso e non voglio passare 17 anni in causa per farla smettere di soffrire”.

“Anna si è spenta lo scorso 14 ottobre per morte naturale”, racconta oggi  il marito. “L’abbiamo accudita fino all’ultimo. Ma aveva grossi problemi ai reni e aveva avuto una grave polmonite. I medici hanno eseguito la stessa procedura effettuata su Eluana e le hanno staccato il sondino. Era quello che voleva. Così sono riuscito a far rispettare la volontà di mia moglie”. Anna, cattolica come il marito, è deceduta in maniera naturale. Tecnicamente, non si può nemmeno parlare di eutanasia.

Il funerale della donna è stato un rito per pochi intimi, parenti e amici. Lontano dalle polemiche, dalle discussioni etiche, dalle infiltrazioni della politica. Anna è stata cremata. Le sue ceneri verranno tumulate presso il cimitero di Scorzé (Venezia), paese dove i due coniugi avevano vissuto negli ultimi anni dopo un periodo trascorso in Olanda. Il rito dovrebbe essere celebrato dal parroco del paese.

Gianluca Bartalucci

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