Usa, aprono i seggi per le elezioni di metà mandato

Si sono aperti questa mattina negli Stati Uniti i seggi per le elezioni di metà mandato, una sorte di prova del fuoco per il presidente Barack Obama e per il partito democratico. Una prova che -almeno secondo quanto dicono i sondaggi- il partito dell’attuale inquilino della Casa Bianca è destinato a fallire.

 I sondaggi danno per certa la sconfitta dei democratici alla Camera, e il partito del presidente  potrebbero perdere la maggioranza anche al Senato, sempre e quando i repubblicani riuscissero a conquistare sette degli otto stati ancora in bilico. California, Washington, Nevada, Wisconsin, Colorado, Pennsylvania, Illinois e West Virginia saranno gli stati che decideranno le futuri sorti del Senato americano. I democratici rischiano di perdere anche nomi importanti come il leader della maggioranza Harry Reid, e contro i candidati dei Tea Party in Colorado, Alaska e Kentucky.

Per cambiare le sorti di quella che sembra una sconfitta annunciata, il presidente Obama ha giocato il tutto per tutto. Nell’ultimo week-end ha fatto propaganda elettorale in 4 stati, mentre ieri ha concesso varie interviste radiofoniche, cercando di rimediare alla gaffe dei giorni scorsi quando ha definito i repubblicani “nemici“, invece di “avversari”.

Mentre prima di conoscere i risultati delle elezioni c’è già chi accusa la Casa Bianca di “scarsa comunicazione“, per non aver saputo sfruttare positivamente la riforma del sistema finanziario e sanitario, altri si consolano dicendo che è quasi una tradizione per il partito del presidente perdere le elezioni di metà mandato. Gli elettorali vorrebbero punire il partito al governo, più che premiare l’opposizione.

Non manca la propaganda dell’ultima ora. Il New York Times ha infatti pubblicato un editoriale dal titolo “Votate”,  invitando tutti gli americani a non rinunciare al suo diritto di voto, perché ciò consegnerebbe la vittoria nelle mani dei repubblicani. “I tempi sono difficili e gli americani sono comprensibilmente preoccupati e arrabbiati – scrive il quotidiano- ma non ci sono scuse per rimanere a casa il giorno delle elezioni”.

Annastella Palasciano