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Addio ai giornali (cartacei) nel 2027

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Per riuscire ad interpretare la profezia di un autore  e blogger australiano Ross Dawson nel suo curioso studio, Newspaper Extinction Timeline, dobbiamo ripassare un po’ di statistiche Italiane.

Dawson avrebbe ricostruito una mappa del futuro che identifica Nazione per Nazione il decesso del  formato cartaceo dei quotidiani posizionando l’Italia insieme a Olanda, Brasile e Irlanda, nell’anno 2027.

Pensiamo all’Italia.

Viene definito lettore dall’ISTAT, un cittadino di più di sei anni che abbia letto un quotidiano almeno una volta alla settimana ed in Italia, nel 2009 soltanto il 56,2% della popolazione poteva essere definito tale.

Ogni regione e città ha il suo particolare valore di riferimento e, sempre secondo il rapporto Noi Italia dell’Istat, nello stesso anno in testa alla classifica si posizionavano Bolzano (78,3%) seguita da Valle d’Aosta (70,1%) , Trento (69,7%), Friuli-Venezia Giulia (67,6%) e Sardegna (66,1%).

Ad oggi l’acceso dibattito che regge il ritmo nella scelta del Tablet Pc o dell’ebook reader non può prescindere dai nostri ‘numeri’ e quindi per capire chi vincerà e che ruolo avrà la ‘carta’ nei prossimi anni ci serve riflettere  sul numero e sulla distribuzione dei lettori di quotidiani online.

Una premessa doverosa: la copertura di Internet in Italia, si assesta mediamente intorno al 53%.

La metà degli Italiani ha quindi una connessione ad Internet ed il 47% di questa realtà legge i quotidiani in formato elettronico con maggior propensione nelle regioni Lazio (53,6%), Marche (50,1%) e Lombardia (48,4%).

Secondo lo studio australiano si arriverà in modo naturale al ‘solo‘ quotidiano digitale tenendo in considerazione una serie di valori  definiti ‘Nazionali‘ quali, la disponibilità di banda larga, l’abbattimento di costi e quindi l’accessibilità di terminali in grado di fare da supporto elettronico,  il travaso della popolazione nella partecipazione attiva dei social media e l’aumento della permanenza online, la crescita del mercato indotto digitale e ‘Globali‘ quali ad esempio la necessità di sostenere l’ambiente, lo sviluppo di piattaforme distribuite con alte economie di scala, lo sviluppo di nuove metodologie di marketing digitale.

Ce la farà quindi quel nostro 47% di un 53% a diventare così importante da farci buttare via quel pacchetto di fogli che la domenica mattina ci gustiamo insieme al caffè? E soprattutto, davvero lo spostamento verso il formato digitale consentirebbe di  innalzare il numero dei lettori di quotidiani?.

Al futuro, l’ardua sentenza.

Natascia Edera