Ciechi: un chip sulla retina per recuperare la vista

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:03

Un chip capace di convertire la luce in impulsi elettrici direttamente immessi nel nervo ottico.

Grazie a processori e sensori video sempre più piccoli e sensibili la ricerca medico/scientifica si sta avvicinando sempre più ad un traguardo fino ad oggi inimmaginabile: ridare la vista ai ciechi.

Un grande passo in tale direzione è stato compiuto da un gruppo di ricercatori tedeschi dell’Università di Tuebingen, Germania, coordinati da Eberhart Zrenner ed in collaborazione con la società Retina Implant AG.

Attraverso un microchip impiantato all’interno dell’occhio, collegato ad una scatola contenente un piccolo computer e delle batterie da un sottilissimo filo che fuoriesce dalla testa, alcuni pazienti ciechi per affezioni alla retina sono riusciti a vedere qualche immagine del mondo fino a quel momento per loro del tutto oscuro.

La luce catturata dal microscopico sensore posto nella macula, la zona centrale della retina, è stata rielaborata dal computer e ritrasmessa sotto forma di segnali modulati al nervo ottico e tre pazienti degli undici sottoposti ai test, affetti da Retinite Pigmentosa, hanno iniziato così a distinguere i primi flash di luce e, dopo qualche giorno di ulteriori esperimenti, a vedere poi sempre più chiaramente, fino a leggere distintamente le lettere normalmente utilizzate durante le visite oculistiche o osservare i girasoli in giardino.

I ricercatori tedeschi cercano però di smorzare i facili entusiasmi suscitati dalla scoperta pubblicata dall’autorevole rivista “Proceedings B” della Royal Society Publishing: per essi il prossimo ed indispensabile passo è quello di riuscire a miniaturizzare l’intera apparecchiatura così da poterla inserire completamente sotto pelle.

Ma è difficile non parlare di un avvicinamento a quello che potremmo definire come l’occhio bionico.

Marco Notari

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