F1, Volkswagen non entrerà nel circus

Secondo il detto la storia è fatta per ripetersi. E da qualunque lato o argomento si tratti, pare proprio che succeda sempre. Una linea che prima o poi ritorna da dove era passata, come in un meccanismo sapientemente costruito. Anche la Formula uno sta pian piano ripercorrendo una via lasciata anni fa.  Il mondo del circus cambia, ma invece che esplorare inediti paesaggi, ritorna indietro, ridando lustro e valore a regole e modi di fare fino ad ora caduti in disuso. Un esempio lampante i cosiddetti “piloti con la valigia“, ovvero persone che per correre sono disposte a pagare fior di quattrini le scuderie. Soldi presi dal proprio patrimonio personale e dai più disparati sponsor. Anni fa ciò era la prassi, molti Team avevano dei piloti che pagavano per salire sui bolidi della F1, ma col passare degli anni questa usanza e andata persa.

L’arrivo dei grandi costruttori infatti aveva cambiato le regole del gioco. I team possedevano ingenti liquidi, e la scelta del pilota ricadeva sul più meritevole, non sul più ricco. Un cambio netto che ha portato alla ribalta nomi come Schumacher, Raikkonen, Alonso. Ma ora le cose sono cambiate, e il passato, appunto, ritorna. Le squadre sono tornare ad essere semplice realtà agonistiche prive dell’appoggio dei grandi costruttori, e i piloti paganti sono più che mai ben accettati. Lo vediamo con Renault, Sauber e pure Williams. La crisi economica ha gravemente pesato sulla F1, e purtroppo nel futuro la situazione non migliorerà. Nel 2013 infatti la FIA cambierà il regolamento vigente per invogliare le case costruttrici ad un ritorno nella massima serie automobilistica. Un modo per continuare il processo di innovazione, ma che per ora non sta ottenendo gli effetti sperati.

La Volkswagen infatti, dopo aver affermato il suo interesse, ha deciso di non entrare come scuderia in un prossimo futuro. Nè con marchio principale, né tantomeno con gli altri marchi associati quali Audi o Porsche. Una brutta notizia che forse segna l’addio definitivo dell’epoca delle grandi case. Prepariamoci quindi a rivivere, letteralmente, il passato, magari riscoprendo anche quel gusto e semplicità che la F1, fra soldi e sviluppo estrem, aveva inevitabilmente perso.

Riccardo Cangini