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Fuga da Facebook

Pare che, con una certa frequenza e velocità, si stiano liberando dei posti caldi in Facebook e che Zuckerberg se ne debba inventare un’altra per ripartire.

Molti nomi illustri del Social Network del momento hanno deciso infatti di provarci da soli e, dopo un bel po’ di esperienza di successo ed anche delle buone uscite interessanti, lanciarsi nel mercato con delle start up di settore e diventando quindi o nuovi concorrenti di Facebook o realtà affini.

E’ il New York Times a pubblicare questa notizia elencando con molta precisione i nomi di alcuni dei ‘colleghi‘ di Mr Facebook e che sono:

Dustin Moskovitz cofondatore di Facebook, ha lasciato per fondare Asana, un social network per la collaborazione dei dipendenti nelle aziende;

Chris Hughes altro cofondatore di Facebook ha fondato Jumo un social network noprofit per persone in grado di cambiare il mondo;

Dave Morin ha lasciato per creare Path;

Adam D’Angelo ex CTO di Facebook per avventurarsi con Quora;

Netanel Jacobsson ha fondato nel 2009 PlayHopper.

Non è una novità questo tipo di atteggiamento e sono molti gli ex dipendenti di grandi realtà come Yahoo, Google e Microsoft che hanno lasciato per poi ‘mettersi in proprio’ e ripartire con una nuova avventura.

La liquidità di aziende come Facebook è ottimale e molti dipendenti hanno nel tempo guadagnato bene con il meccanismo delle stock options e non solo, hanno avuto accesso a tutto l’indotto dell’azienda fatto di pubblicità, grossi contratti con venture capitalist ed executive di ogni settore.

Visto dall’Italia questo fenomeno molto americano fa un po’ impressione. Gran parte di questi personaggi sono nati negli anni ottanta e sono cresciuti a pizza, MBA e tecnologia e sono un po’ il simbolo del ‘sogno americano’, diventano idoli di molti studenti di matematica ed ingegneria delle nostre facoltà, con la differenza che in Italia la creazione di una start up giovanile non è cosa cosi facile e soprattutto così scontata.

Natascia Edera