Usa, “mea culpa” di Obama nel discorso post-elezioni

Il presidente Barack Obama -fresco di sconfitta nelle elezioni di medio termine, che hanno decreato la vittoria dei repubblicani alla Camera- si è rivolto in un discorso agli americani. Un discorso dove il presidente del we can, ha detto di volersi prendere la responsabilità di questa sconfitta, cosciente che d’ora in avanti dovrà lavorare di più e meglio per non deludere il suo elettorato.

Mi assumo la responsabilità della sconfitta, – ha detto il Presidente- ora occorre lavorare insieme ed è necessaria la collaborazione di tutti per affrontare le sfide del Paese”. “Ho ascoltato, la gente è profondamente frustrata per l’andamento dell’economia, per le opportunità mancate per i loro figli. Vogliono posti di lavoro e vogliono dare ai loro figli le stesse opportunità che hanno avuto loro”.

Obama ha voluto evidenziare l’importanza del lavoro svolto dalla sua amministrazione negli ultimi due anni, dei progressi svolti, anche se ammette che “non tutti gli americani li hanno percepiti. E io mi assumo  dirette la responsabilità di questa ripresa lenta”. Il Presidente -consapevole della nuova realtà politica ridisegnata da queste elezioni- ha aperto anche alla collaborazione con i repubblicani “Non supereremo le differenze in poco tempo, ci sono due partiti diversi, ma gli americani si aspettano che lavoriamo insieme. Voglio mettere repubblicani e democratici allo stesso tavolo per discutere dei problemi del Paese”

Il Presidente ha indicato quale sarà la sua agenda nel prossimo futuro, un’agenda in cui si dovrà necessariamente parlare di ripresa economica e in cui ci sarà spazio anche per il dialogo sulla riforma sanitaria. ”La riforma è aperta a modifiche’. “Se i repubblicani hanno idee per migliorare il nostro sistema sanitario le ascolterò”, ha concluso Obama.

Nelle elezioni di metà mandato i democratici hanno perso la maggioranza nella Camera, anche se -per un margine molto ristretto- sono riusciti a conservare il controllo del Senato. L’ala destra del partito conservatore, formata dai candidati del Tea party, è riuscita a far eleggere due senatori in Kentucky e Florida. Sconfitta dei democratici anche nella lotta per il governo degli stati, 11 sono passati ai repubblicani, anche se la California del dopo Schwarzenegger è andata al partito dell’asinello.

Annastella Palasciano