Il premio “Sasso della pace” per Napolitano e il Museo Liberazione

 

Il famoso premio “Sasso della Paceedizione 2010 del Comune di Cervara a Roma, oltre che al presidente della Repubblica  Giorgio Napolitano è stato consegnato al Museo storico della Liberazione in Via Tasso a Roma. Le motivazioni per l’attribuzione del celebre riconoscimento al museo sono state l’attività scientifica, didattica e di promozione culturale che svolge non soltanto per quanto riguarda la valorizzazione sia della memoria che della storia della Resistenza, ma anche  nella promozione e formazione sulla cultura della pace, della non violenza e dei diritti umani.

Ad essere consegnato è stato anche un altro premio, quello al generale dei Carabinieri Vittorio Barbato che è commissario generale per le onoranze ai caduti del Ministero della Difesa. Il premio sarà consegnato nella sede di Cervara il prossimo sabato alle ore 17, in concomitanza con la presentazione del documentario realizzato da Mario Refrigeri ed intitolato “Valle Brunetta: la Via della Memoria“, concernente l’uccisione di tre cittadini di Cervara a Valle Brunetta, all’interno del comune di Rocca di Botte, l’Aquila, il giorno 8 giugno del 1944 per opera di alcuni militari tedeschi in ritirata.

Cervara è parte dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia, che mette insieme varie realtà territoriali localizzate e distribuite in tutta la penisola italiana al fine di originare una rete di condivisione di largo respiro: si va dalle strutture urbane ai servizi offerti al cittadino, con un’attenzione particolare per la storia e quelle che sono le tradizioni locali per  valorizzare e tramandare l’identità della comunità locale, aggiungendo un forte coinvolgimento artistico che mette insieme nuove e precedenti generazioni.

Scendendo nel dettaglio a Cervara è tradizione organizzare “Una giornata per non dimenticare“, nel corso della quale è attribuito “Il Sasso della Pace“, opera del Maestro Vincenzo Bianchi e conferito a personalità che si siano evidenziate in campo sociale o anche culturale.

Rossella Lalli