Immigrati su gru da 6 giorni per avere permesso di soggiorno

Da sabato scorso si trovano in cima ad una gru. E non sembrano aver intenzione di scendere. Con questa protesta, attuata presso il cantiere del metrobus in piazzale Cesare Battisti, a Brescia, cinque immigrati cercano di far pressione affinché venga riconosciuto il loro diritto di ottenere il permesso di soggiorno.

Gli extracomunitari si trovano in cima alla gru, a ben 35 metri di altezza, da quasi sei giorni. Minacciano di lanciarsi nel vuoto se le forze d’ordine tenteranno di bloccarli. Un paio di giorni fa è andato in fumo l’ennesimo tentativo di mediazione proposto dal Comitato cittadino per l’ordine e la sicurezza, che prometteva un tavolo di confronto. “Non scenderemo”, dichiarano gli uomini, ormai letteralmente stremati, “finché non si vorrà aprire una trattativa seria per regolarizzare quelli che si sono visti respingere la domanda di sanatoria per colf e badanti nel 2009”.

Sotto la gru si sono nel frattempo radunati alcuni loro sostenitori, altri immigrati e membri di associazioni antirazziste. C’è la possibilità che, col passare del tempo, la storia possa aver ripercussioni sull’ordine pubblico. Inoltre gli immigrati potrebbero esser dichiarati responsabili del blocco dei lavori nel cantiere, fatto che ha inevitabili conseguenze economiche. Le cose, insomma, potrebbero improvvisamente peggiorare.

La protesta degli immigrati viene sostenuta da diverse associazioni, tra le quali c’è quella denominata ‘Diritti per tutti’, di Brescia, che sulla propria homepage rende note le generalità dei 5 manifestanti. Gli uomini che si trovano sulla gru sono Arun, 24enne pachistano da 4 anni in Italia, il connazionale e laureato con master Sajad (27 anni, in Italia da 3 anni), il marocchino Rachid (35 anni, da 4 in Italia), il 26enne indiano Singh (nel nostro paese da 5 anni) e il 25enne Jimi, egiziano da 5 anni sulla Penisola. Tutti, spiega l’associazione, sono sempre stati costretti a lavorare in nero. Negli anni passati sono stati impiegati in piccoli lavori temporanei come distributori di volantini e solo uno di loro, l’egiziano, ha un’esperienza di 3 anni come operaio metalmeccanico – lavoro pagato sempre in nero.

Tra le varie reazioni alla protesta, si segnala quella veemente – e scontata – della Lega. Con una nota congiunta hanno il vicesindaco Fabio Rolfi, il segretario cittadino Matteo Rinaldi e il capogruppo in consiglio comunale Nicola Gallizioli fanno sapere che “quello che sta accadendo è inaccettabile, vergognoso e offensivo nei confronti della città. Non possiamo accettare che un gruppuscolo di clandestini insulti i passanti, i commercianti e i residenti, impedendo inoltre che dei lavoratori possano svolgere il proprio lavoro nel cantiere del metrobus. Tali soggetti, evidentemente malconsigliati dai loro agitatori, hanno perfino rifiutato una saggia proposta avanzata da Comune e Diocesi mostrando ancora una volta prepotenza e arroganza. Non possiamo più tollerare questi atteggiamenti da parte di ospiti che come tali dovrebbero comportarsi. Vogliono stare sulla gru? Ci restino senza acqua e cibo”.

Gianluca Bartalucci