La città come bene comune, alla triennale giunge “Sismicity. L’Aquila 2010?

Giunge a Milano “SISMICITY. L’Aquila 2010“, mostra itinerante nata, dopo un lavoro fotografico di un anno, come evento collaterale della Biennale di Architettura.

Le cinquanta fotografie esposte mostrano sì crepe e distruzioni del terremoto che ha colpito L’Aquila nel 2009, ma lo spettatore si trova davanti non tanto la “maestosità” dei disastri causati, quanto piuttosto una rete abitativa che, in questo caso, è stata sconvolta: un senso di incompiutezza, di non risolto, riempie quegli spazi squassati, e fanno sorgere sulle labbra una domanda, “Di chi sono? Perchè di qualcuno sono stati”. Come emerge dalle stesse parole dei promotori, “il terremoto ha crudamente messo in luce e riaffermato come elementi costitutivi di una “città” […] il nesso profondo tra il costruire e l’abitare, il sistema di relazioni tra identità individuale e collettiva, il bene comune su cui si fonda l’agire civico”. L’Associazione Fuori_vista si fa portavoce da sempre di progetti volti a favorire “la partecipazione dei cittadini alle dinamiche di trasformazione del territorio” e ha conseguentemente deciso di mediare con attività culturali la sovraesposizione mediatica de L’Aquila terremotata.

Sismicity raccoglie il lavoro di diversi fotografi che hanno ricercato, attraverso i loro scatti, nuove figure e nuove relazioni sorte tra le macerie del terremoto, così da rappresentare nella sua interezza la complessità di una ricostruzione. Una rete intersoggettiva, quella di una città, che nelle fotografie appare sia attraverso la rappresentazione dei nuovi rapporti che forzatamente si sono creati tra coloro che hanno condiviso l’esperienza del terremoto, sia attraverso la rappresentazione di una vita interrotta in un istante, come la fotografia “Abitazione privata, via XX Settembre“.
Senso del territorio, questo, continuano i curatori,
che viene riconosciuto anche dall’ordinamento giuridico, che, con la Convenzione Europea del Paesaggio, riconosce “giuridicamente il paesaggio in quanto componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità”.

Giulia Antonini