Addio a Vincenzo Micocci, il più grande discografico italiano

È morto questa mattina a Roma uno dei protagonisti del mondo discografico italiano, colui che fu in grado di scoprire e portare in alto talenti del calibro di Francesco De Gregori, Antonello Venditti e Fiorella MannoiaVincenzo Micocci. E’ scomparso questa mattina a Roma, all’età di 82 anni.

Inizialmente si formò come critico per per ‘L’Espresso’ e ‘La Fiera Letteraria‘, ma anche collaborando per programmi radiofonici musicali per la Rai. Nel 1956 riuscì poi a diventare il direttore artistico della Rca italiana, voluto dallo stesso Ennio Melis, e con il suo ingresso si aprì  nel panorama musicale italiano la stagione dei “Cantautori”. Il termine “cantautore” fu coniato proprio dagli stessi Melis e Micocci, durante il lancio del 45 giri di Gianni Meccia, dal titolo “Il barattolo”.

Successivamente, Micocci lavorò come direttore artistico per la Dischi Ricordi Milano, casa discografica grazie alla quale “Una lacrima sul viso” di Bobby Solo raggiunse ben un milione di copie vendute soltanto nel nostro Paese. Dopo aver fondato la “Parade”, altra casa discografica, diede vita alla “It”, una casa dal marchio indipendente, collegata alla Rca di Melis, che portò al successo Riccardo Cocciante, Francesco De Gregori, Antonello Venditti e molti altri grandi nomi del mondo della musica.

L’ultimo lavoro del più celebre discografico italiano è la sua autobiografia intitolata “Vincenzo io ti ammazzerò”, uscita nel 2009, che riprende il titolo del pezzo scritto da Alberto Fortis e che gli aveva dedicato. Canzone piena di minacce e insulti, con una buona dose di autoironia fu comunque apprezzata da Micocci, che quasi se ne compiacque: il che portò una buona dose di fortuna non solo al pezzo, ma anche alla carriera dello stesso Fortis.

Martina Guastella