Basket, NBA: Gallinari trascina New York, Thunder di misura

Due le sfide nella notte in NBA: i New York Knicks di Gallinari in trasferta contro i Chicago Bulls e Oklahoma City Thunder in Oregon contro i Portland Trail Blazers.

Nella Windy City sfida tra due squadre un pò deluse dalla free agency, che aspettavano entrambe il Prescelto e che invece hanno acquisito due ottimi giocatori (Boozer per Chicago e Stoudemire per New York), ma non di certo elementi capaci di portare, da soli, le franchigie all’agognato anello dopo anni di sconfitte. New York parte forte con un Danilo Gallinari in grande spolvero, che dimostra precisione dall’arco (4 su 4) e notevoli capacità di penetrazione (impressionante la schiacciata su Gibson), autore di 21 punti nel primo tempo (24 totali con 6 rimbalzi). Stoudemire non è in giornata di grazia (14 punti con 5 su 21 dal campo, 8 rimbalzi, ma 6 falli che lo costringono ad uscire di scena prima del dovuto), così sono le guardie Raymond Felton e Toney Douglas a prendere in mano la squadra, combinando per 50 punti (20 per il primo, 30 per il secondo uscendo dalla panchina) e 14 assist (10 di Felton per una doppia doppia). A Chicago pesa l’assenza di Boozer; non bastano un Derrick Rose da 24 punti e 14 assist (sempre più leader della squadra e superstar della lega) ed un chirurgico Korver (18 punti con 7 su 10 dal campo) che esce dalla panchina.

A Portland c’è bisogno di un overtime per decidere chi deve portare a casa la vittoria tra due delle più giovani e organizzate squadre della lega. La qualità in campo è impressionante, così come il ritmo di gioco: partita punto a punto fino alla fine, con le squadre sempre a contatto tanto da finire i regolari 48 minuti sul 100-100. I Thunder si affidano al solito Kevin Durant, monumentale con i suoi 28 punti e 11 rimbalzi, come sempre affiancato da quella che sta diventando una delle point guard più forti dell’intera NBA: Russell Westbrook, anch’egli autore di 28 punti ed 11 rimbalzi. I Trail Blazers continuano a pagare gli innumerevoli infortuni (ormai l’ex prima scelta assoluta Greg Oden è costantemente in infermeria) e quindi una panchina troppo corta per affrontare una gara di 48 minuti più un overtime; non bastano un grande Aldrige ed il solito trascinatore Brandon Roy.

Raffaele Albo