Copasir, D’Alema: “La legge impone a Berlusconi di riferire”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:33

Intervistato ieri sera dal Tg de ‘La7’, il presidente del Copasir Massimo D’Alema ha risposto ad alcune domande del direttore Enrico Mentana, in merito alla convocazione del presidente del Consiglio.

Io non parlo del privato di Berlusconi – ha detto l’esponente del Pd – parlo dell’impiego del denaro dei cittadini, perché la sicurezza del capo del governo è assicurata a spese dei contribuenti, non di Berlusconi e quindi i cittadini, attraverso il parlamento, hanno il diritto di sapere come vengono impiegati i loro soldi”.
”Di quello che Berlusconi fa all’interno delle sue case – ha aggiunto D’Alema in riferimento all’ennesimo scandalo – a me non interessa nulla. Io mi occupo, perché mi hanno affidato questo compito, di come funnzionano i servizi di sicurezza e mi occupo del fatto del presidente del Consiglio che non vuole presentarsi di fronte al Parlamento, come gli imporrebbe la legge. Perché forse è imbarazzato, perché è lui in una posizione invalidata, non siamo noi. Noi vogliamo applicare la legge: è lui che è nelle condizioni di non rispettarla”.

C’è una legge dello Stato, ha spiegato l’alto rappresentante del Partito Democratico, ”che dice che il presidente del Consiglio viene regolarmente ascoltato dal Copasir in quanto lui è il responsabile della sicurezza e noi dovremmo ascoltarlo. Rutelli prima di me lo ha invitato tre volte e lui non si è mai presentato. Il problema, quindi, sinceramente è un po’ curioso: noi vogliamo applicare una legge. Bene che il presidente del Consiglio è un po’ refrattario ad applicare le leggi, ma lui dovrebbe venire perché così dice una legge dello Stato italiano”. La medesima legge certifica che è ”un diritto ma anche un dovere” la convocazione da parte del presidente del Copasir.

D’Alema ha lasciato infine un commento sull’attuale crisi del governo, invitando il premier a prendere atto della situazione e a dimettersi, perché ”la maggioranza non c’è piu”’ e del resto ”un governo vero non c’è mai stato”.

Raffaele Emiliano

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