Fini: “In un anno il Paese è peggiorato”

Nell’introduzione alla nuova edizione del suo libro ‘Il Futuro della libertà’, anticipata oggi dal Corriere della sera, il presidente della Camera Gianfranco Fini non usa parole dolci per descrivere la situazione del Paese.

“L’Italia in questo anno, almeno per quanto riguarda quelle riforme strutturali che tutti dicono di volere, è rimasta sostanzialmente ferma – scrive il leader di Fli – E’ rimasta soprattutto ferma -e per certi versi ha subito anche un arretramento- sul piano dello spirito pubblico e della civiltà politica”.

“E’ aumentato il tasso di intolleranza e di faziosità – continua Fini – mentre si sono rivisti i tristi rituali delle ‘scomuniche’ dell’età ideologica. E in ciò rimando alla cronaca politica di questi ultimi mesi”.”Ma – prosegue il cofondatore, poi fuoriuscito, del Pdl – la dedizione al bene comune, le speranze dei giovani e di tutti coloro che desiderano vivere in un Paese più giusto, più libero, più moderno e nel quale l’etica pubblica sia realmente rispettata, impongono di andare avanti”.

In casa ‘Futuro e Libertà per l’Italia’ continuano intanto a farsi sentire i commenti al discorso di ieri del premier Berlusconi. Il viceministro alle Attività produttive, Adolfo Urso, si mostra assai critico: “Non basta il patto di legislatura tra Berlusconi e Fini – dice – è necessario che tutto il centrodestra abbia una prospettiva di ampio respiro”, né è sufficiente “prendere atto che esiste una nuova forza: occorre un colpo d’ala”.

A Urso fa eco Italo Bocchino, che commenta il voto di ieri quando i finiani hanno votato assieme all’opposizione in Commissione Bilancio. “E’ positivo che il ministro Tremonti abbia un dialogo con il Parlamento e la maggioranza. Ieri – dice Bocchino – abbiamo fatto un buon lavoro per il paese e la stessa maggioranza”. “Non è stato un gesto spontaneo” ma “sicuramente va nella direzione giusta”, ha aggiunto il presidente dei deputati di Futuro e Libertà per l’Italia.

Raffaele Emiliano