Francesco Nuti: il Festival del Cinema di Roma gli rende omaggio

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Come diceva Luigi Pirandello, premio Nobel per la Letteratura, arte e vita, in fondo, sono la stessa cosa. La prima imita la seconda e viceversa: vai a distinguerle, poi… Mai assioma fu tanto veritiero come per Francesco Nuti.

Qualche anno fa il regista, a causa di un incidente domestico, fu a un passo dalla morte. Rimase a lungo in coma. Quando si riprese si temette che dovesse finire la sua vita steso su un letto, come un vegetale, vittima – magari – delle vergognose speculazioni etiche e politiche in cui il nostro paese è campione. Per fortuna Nuti e la sua caparbietà ci hanno risparmiato tutto questo. Il regista, che ha problemi nei movimenti e nell’articolazione delle parole, ha conservato una mente lucidissima. Sembra avere più voglia di vivere di quanta ne avesse prima della disgrazia. Di più: vuole tornare a lavorare, come ha confermato in questi giorni il fratello: “Ha pronti sia dei soggetti, che delle sceneggiature”.

Giovanni Nuti, al Corriere fiorentino, è tornato a parlare anche di quell’incidente: “Quattro anni fa. Francesco è solo, nella sua casa ai Parioli. Si alza dal letto, esce dalla stanza e infila la scala che porta da basso, in cucina. Scivola e cade. Batte violentemente il capo contro lo spigolo di un gradino. Perde i sensi. Lo troverà, così la governante nove ore dopo. La corsa in ospedale. L’intervento chirurgico. Il miracolo“.

Dopo il fallimento di Occhio Pinocchio, Francesco Nuti era precitato in una depressione che ne aveva fatto aumentare il consumo di alcool, anche se – a dispetto di quanto ipotizzato da alcuni – non fece mai uso di droghe. Quel film non fu capito, anche a causa dei tagli subiti. Un fatto impossibile da sopportare per chi, come Nuti, aveva dato tutto sé stesso in quell’opera.

Oggi il Festival del Cinema di Roma gli rende omaggio proiettando il documentario “Francesco Nuti… e vengo da lontano”, di Mario Canale. Il quale ha spiegato: “L’idea è subito piaciuta a Francesco e con grande emozione e un sorriso mi ha dato il suo assenso”.

G. M.