Governo, Veltroni: “Voto anticipato sarebbe un’avventura”

L’ipotesi del voto anticipato non sembra godere di troppo favore presso il Partito Democratico. E’ l’ex sindaco capitolino, Walter Veltroni, a spiegare le ragioni degli scettici durante un confronto pubblico con Letta, Chiamparino e Follini sulla crisi nel paese.

“Andare alle elezioni – spiega Veltroni – sarebbe per il paese un’avventura, perché non ne potrebbe uscire una maggioranza solida. Anzi ci si potrebbe trovare nella condizione di dover rivotare, con un avvitamento tale da creare veramente elementi di rischio e di pericolo”.

A detta dell’ex primo cittadino della capitale, la “conclusione di un ciclo è nelle cose, se non ancora nelle conseguenze politiche e probabilmente neppure negli orientamenti elettorali più diffusi, anche se si registra un costante e permanente calo di consenso attorno alla maggioranza. Però – aggiunge Veltroni – non si vede all’orizzonte, come nelle altre democrazie occidentali, ciò che è fisiologico, cioè l’alternativa“.

E’ necessario pertanto “evitare le elezioni ” e favorire “un governo che ridia prestigio e forza al paese. Non c’è assolutamente alcun automatismo tra l’apertura di una crisi di governo e le elezioni anticipate, soprattutto se è il governo che tradisce il mandato elettorale. Non è, quindi, nelle mani di chi ora governa la decisione di sciogliere il Parlamento. Lo scioglie soltanto il Capo dello Stato, che deve però riscontrare l’inesistenza di una maggioranza in grado di governare il paese. Perciò lo sforzo nel caso si apra una crisi – sostiene l’esponente democratico – deve essere quello di dare al paese un governo in grado di rispondere agli impegni europei, di cambiare la legge elettorale e di fronteggiare alcuni delle principali emergenze“.

A breve distanza da importanti scadenze europee, “non possiamo essere nella condizione né di avere un governo così fragile come quello di Berlusconi né di essere in campagna elettorale”, spiega Veltroni.

Quanto alla legge elettorale : “Abbiamo bisogno di cambiarla per garantire che chi vota scelga il governo e scelga i suoi rappresentanti, senza situazioni distorsive come un premio di maggioranza che scatti in assenza di qualsiasi soglia, che in ogni caso come dimostra Berlusconi non mette al riparo dall’ingovernabilita’” .

Raffaele Emiliano