Rubygate: la contestazione dal Web alle piazze

Il vaso è colmo. Le recenti indiscrezioni trapelate sulle feste in cui il presidente del Consiglio sembra ami circondarsi di belle donne (spesso molto acerbe) hanno fatto perdere la pazienza a molti. A tutti coloro che giorno dopo giorno faticano a raggiungere la fine del mese e devono fare i conti con conti che non tornano mai.

Il Rubygate ha vinto i confini della contesa politica e ha raggiunto il Paese reale, seminando scoramento e indignazione un po’ ovunque. Ad alzare la voce contro i presunti scandali di Silvio Berlusconi sono stati anche i giovani sostenitori padani che hanno postato sul Forum ufficiale del loro movimento commenti al vetriolo. “Sinistra o non sinistra, destra o non destra – ha scritto un giovane internauta leghista – in un Paese normale, anche se non fosse vero che ha fatto certe cose, il premier si sarebbe già dimesso“.

“In un momento così delicato in cui il Paese ha bisogno delle riforme – ha commentato un altro giovane supporter del Carroccio – il signor Berlusconi si permette sempre di più di fare quello che vuole, rovinando la reputazione anche a noi. Un conto sono le alleanze, un altro è lasciarci la faccia e la dignità di un partito operoso come Lega Nord per colpa di un ‘malato’ di sesso e onnipotenza“. Giudizi impietosi che lasciano trapelare il malcontento della base militante padana, desiderosa di marcare la distanza da un leader politico incapace di intercettare – a loro giudizio – i reali bisogni della gente.

Ma le contestazioni alle ultime presunte “scorribande” del premier sono giunte anche da luoghi non virtuali. Ieri a Bologna circa 300 persone sono scese in piazza per protestare contro la frase del presidente del Consiglio sui gay e le belle ragazze. Le organizzazioni Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) hanno detto ‘no’ alle volgari leggerezze del presidente del Consiglio che rischiano di acuire la diffidenza della gente verso persone irresponsabilmente considerate “diverse” e hanno dato vita a una protesta pacifica ma muscolare.

E la lista delle associazioni che nel fine settimana si mobiliteranno per partecipare a manifestazioni e sit-in del genere è lunghissima e attraversa l’intero Stivale: da Catania a Bergamo, passando per Pisa, Napoli e Palermo (solo per citarne alcune). E non è tutto perché ieri una nutrita rappresentanza di cittadini italiani e stranieri ha deciso di raggiungere l’Auditorium di Roma, dove è in corso il Festival del Cinema, per dire la loro sugli ultimi accadimenti politici.

Il pretesto l’ha fornito anche la proiezione di un documentarioCrisi di classe” che racconta il crollo del sistema americano dopo il crac finanziario che ha dato il ‘la’ alla crisi globale. Centri sociali, studenti e organizzazioni di lavoratori precari si sono riuniti per scandire slogan contro il governo e per rivendicare diritti inattaccabili come quello della casa.

“Viviamo in una povertà estrema – ha raccontato una manifestante straniera presente ieri all’Auditorium – e non è il film che stanno guardando per prendere gli Oscar. Il film è qui, escano a vedere la realtà fuori. Siamo italiani e stranieri regolari che abbiamo lavorato una vita e non abbiamo ottenuto mai niente. Siamo tutti Ruby, Berlusconi, – ha concluso rivolgendosi al presidente del Consiglio – ci dai una mano”.

Maria Saporito