Arrestato Mauro Galvano, da campione del mondo di boxe a usuraio ‘picchiatore’

«Sono il pugile Galvano, ti conviene pagare», diceva alle sue vittime. Aveva appeso al chiodo i guantoni, ma non la voglia di prendere a pugni qualcuno: non più gli avversari sui ring che lo avevano portato ad essere campione del mondo dei pesi super medi Wbc, ma le vittime del giro di usura di cui lui era diventato il braccio violento, il ‘picchiatore’.

Così il 46enne ex pugile Mauro Galvano è stato arrestato dai carabinieri al termine di una lunga indagine su una banda di usurai, caratterizzata proprio dall’uso della violenza. In manette, con l’ex campione del mondo di boxe, anche un carabiniere del gruppo di Fiumicino, Giovanni Morelli, amico di Galvano e appassionato dello stesso sport, il quale è accusato di aver rivelato al pugile segreti d’ufficio relativi ad alcune indagini non collegate all’operazione antiusura. In tutto sono 32 le persone denunciate perchè coinvolte nel giro di usura, mentre per gli altri quattro della banda sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Secondo quanto si apprende, Galvano, che viveva a Fiumicino con la sua compagna ed era titolare di diverse palestre sul litorale Romano, era l’esecutore materiale, assieme al 26enne romeno Bogdan Neavu, di spedizioni punitive ai danni delle vittime che non pagavano. I due si spingevano oltre, sino a sfasciare le vetrine e i negozi dei commercianti debitori nelle zone di Roma, Ostia, Acilia, Fiumicino e Pomezia. Gli altri componenti della banda sono Augusto Mascetti, 60 anni, di Fiumicino, finanziatore; Luca Giuroli; Fabrizio Fantini, intermediatore finanziario di Acilia, 50 anni, che riciclava denaro anche intestando versamenti ad alcuni prestanome.

Da un po’ di tempo anche Galvano era divenuto finanziatore. Tra le vittime numerosi commercianti e imprenditori, che arrivavano a pagare interessi anche del 70%.

Le indagini dei carabinieri di Ostia sono partite da una denuncia del 2007 di un commerciante di Acilia, vittima che inizialmente aveva chiesto un prestito di 4.000 euro alla violenta banda di usurai.

Raffaele Emiliano