Benedetto XVI comincia oggi il suo viaggio in Spagna

Il Papa Benedetto XVI è partito questa mattina dallo scalo di Fiumicino per il suo viaggio di due giorni nell’ ex cattolicissima Spagna, oggi diventata baluardo della laicità. Due le tappe del suo cammino per la terra iberica: Santiago de Compostela e Barcellona.

Il successore di Pietro visiterà per prima Santiago de Compostela, meta di milioni di pellegrini, in concidenza con l’anno santo. Ad attenderlo, al suo arrivo all’aeroporto della città, ci saranno i reali di Spagna. Domenica, sarà la volta di Barcellona, dove il pontefice consacrarà la Sagrada Familia. Considerato uno dei capolavori dell’architetto Antonio Gaudì, la Sagrada Famila è in costruzione da 130 anni, e i lavori dureranno almeno fino al 2030.

Si mobilitano intanto anche i gruppi anti clericali che si oppongono alla visita del pontefice. Tra questi il collettico “Yo no te espero (io non ti aspetto”), il cui gruppo in Facebook ha raggiunto le 6500 adesioni. I promotori dell’organizzazione hanno fatto stampare e affiggere, per tutta la capitale catalana, locandine e manifesti contro la visita del Papa. Viaggia sulle rete sociali anche l’iniziativa  “Queer Kissing Flashmob”, che ha dato appuntamento alle coppie omossessuali perché si bacino domenica al passaggio del Papa davanti alla cattedrale. “Darse un beso durante dos minutos al paso del Papa por la Catedral. No pancartas, no banderas, no gritos, no consignas”. Non si ammettono grida, né locandine, né slogan di protesta, solo baci.

 Coloro che si oppongono alla visita del Papa, criticano anche l’ingente somma- circa 4 milioni di euro– che lo Stato spagnolo spenderà per la sicurezza del pontefice, in un momento di profonda crisi economica. Un cordone di sicurezza che, tra l’altro, ha già mostrato importanti falle. All’inizio di ottobre, un agente della polizia catalana perse un documento che illustrava il dispositivo di sicurezza messa  a punto per l’arrivo di Benedetto XVI a Barcellona. Ma le autorità si sono affrettate a dichiarare che tale documento conteneva solo “poche informazioni inutili“.

Annastella Palasciano