Camilleri al Festival del Film: “Sotto il fascismo, ero più libero di voi adesso”

Lo scrittore Andrea Camilleri ieri ha incontrato, in occasione del Festival del Film di Roma, gli studenti della scuola romane all’interno della sala Alitalia.

Si è parlato di giovani, di Montalbano, del suo film tratto dal libro omonimo “La scomparsa di Patò” e di tanto altro. Il tutto con la diretta efficacia che contraddistingue Camilleri, che ha detto la sua senza troppe remore.

A proposito del settore cinematografico nel nostro Paese: ”Il cinema italiano – ha detto Camilleri – sta vivendo un momento di enorme difficoltà produttiva, per via della scarsità dei mezzi e della preoccupante svalutazione della cultura”, e rivolgendosi ai giovani aggiunge : ”non sono per niente ottimista. Potrà sembrare un paradosso ma ai miei tempi, sotto il fascismo, si era molto più liberi di oggi”.

A proposito del nuovo Montalbano, che grazie a Michele Riondino verrà proposto in un prequel per la tv in versione giovane, ha commentato: “Il mio Montalbano, che è nato nel 1950 a Catania, invecchia insieme a me – ha spiegato l’autore – e così sopravviene una certa stanchezza. Dato però che dei miei racconti risalgono alla sua giovinezza, si è pensato di realizzare per la tv un Montalbano giovane. Io non ho aperto bocca sugli attori scelti dai registi: Zingaretti fu preso senza che io lo sapessi, e anche se non ha il fisico del ruolo (è più giovane del personaggio e ha quella palla da biliardo di testa) a me non poteva fregare di meno perché per quelle due ore ci dà a bere, con la sua bravura, di essere l’unico possibile per la parte”. E lo dice quasi con commozione, perché in fondo Montalbano Camilleri lo ha “cresciuto” fin dalla prima parola scritta: ‘Dover esternare le caratteristiche di un personaggio che finora era vissuto solo nella mia immaginazione mi ha commosso – ha aggiunto Andrea Camilleri – è stato come se, improvvisamente, il mio protagonista avesse un figlio, un erede”. Ed ha proseguito: “E’ stato subito chiaro come Michele fosse assolutamente adatto a questo ruolo”.

E quando gli viene chiesto di lasciare un consiglio ai giovani d’oggi, Camilleri dall’alto dei suoi 85 anni dice: “Un consiglio ai ragazzi? Eccolo: farsi condizionare il meno possibile da una società che finge di darci il massimo della libertà, e invece ci dà il massimo del condizionamento.”

Martina Guastella