Camusso: La Cgil non è il signor no ma schiena dritta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:16

Susanna Camusso parla da nuovo segretario generale della Cgil al Teatro Quirino di Roma: “Non siamo il signor no, perché sempre una nostra proposta deve mostrare l’altra strada, l’altra possibilità, quella che ha al centro il lavoro, quello che c’è, quello che va difeso, quello che non c’è e va creato”.

La Camusso ha parlato del fatto che la Cgil dovrà ricercare l’unità sindacale e “migliorare” il rapporto con il governo: “Chi vuole dividerci, chi ci vuole escludere, chi ha prodotto accordi separati e lesione di diritti, leggi che stravolgono il diritto del lavoro, ha cercato di dipingere la CGIL ed il suo segretario come il signor no. La CGIL non è il signor no, ma un’organizzazione con la schiena dritta che difende i diritti e la contrattazione. Come Guglielmo ci ha ricordato ogni giorno è il merito che decide. Non siamo il signor no, perché sempre una nostra proposta deve mostrare l’altra strada, l’altra possibilità, quella che ha al centro il lavoro, quello che c’è, quello che va difeso, quello che non c’è e va creato. E lo dobbiamo fare con la contrattazione, nei confronti del Governo con le piattaforme che abbiamo presentato, nella politica industriale per un paese verde, ambientale, sostenibile, nel confronto sui modelli organizzativi per un paese che ragioni sul cosa produrre e come produrlo, sulla sua prospettiva, sulla sobrietà, sul lavoro al centro della produzione di ricchezza, ma anche centro dell’identità della vita delle persone, della loro dignità. La contrattazione in tutte le sue caratteristiche per ridurre la diseguaglianza, la contrattazione perché nessuno sia lasciato solo e condannato alla marginalità, la contrattazione, le famiglie, l’invecchiamento attivo Una contrattazione sociale confederale perché non vogliamo, non crediamo che si possano contrapporre i soggetti”.

La Cgil, annuncia la Camusso, non rinuncerà alla piazza: “Il 27 novembre sarà, ancora una volta, una piazza della CGIL per il futuro che vogliamo progettare; aperta a tutti coloro che auspicano con noi una diversa agenda per il Paese, una piazza del lavoro e del futuro, dei diritti, della democrazia, e quindi del welfare e della cittadinanza”. Non rinuncerà a indignarsi. Come sulle vicende ultime che hanno coinvolto il premier. “Vorrei in punta di piedi addentrarmi nel che fare, la nostra manifestazione del 27 novembre l’urgenza e l’impiego delle prossime ore. Poche settimane ci separano, devono essere di grande impegno. Il nostro slogan “Il futuro è dei giovani e del lavoro”si dimostra di giorno in giorno quello del vero cambiamento dell’agenda politica, una luce di speranza, l’idea di un futuro in un paese che affoga nel non fare per il lavoro, per le persone, per il sociale e sprofonda nel fango di comportamenti da totalitarismo di bassa lega”.

Stefano Bernardi

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