Gravi 4 operai per esplosione: PD deposita interrogazione parlamentare

Sono ancora in gravissime condizioni quattro dei sette operai che nella giornata di giovedì sono rimasti ustionati a causa di una forte esplosione. Il fatto è avvenuto a Paderno Dugnano, in provincia di Milano, presso una ditta di smaltimento rifiuti industriali. Gli operai coinvolti sono italiani e albanesi.

Dei quattro, 3 sono attualmente ricoverati presso il Centro Grandi Ustionati del Niguarda di Milano e rischiano la vita. Uno di essi – che presenta ustioni di III grado sul 95% del corpo – “versa in condizioni critiche” secondo i medici. Un altro ha riportato ustioni leggermente meno gravi sul 35% della superficie corporea. Il terzo mostra ustioni sul 75% del corpo.

Il quarto è attualmente ricoverato al Fatebenefratelli, ma si pensa di trasferirlo il prima possibile al Niguarda. Ha ustioni di secondo e terzo grado sul 45% per cento della superficie corporea.

Il fatto ha avuto ripercussioni politiche. Il Partito Democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare sull’intera vicenda. Il deputato Vinicio Peluffo, che ha firmato l’atto, chiede di accertare al più presto “la regolarità delle autorizzazioni sulla sicurezza e non pericolosità dell’azienda e il rispetto della stessa della normativa sulla sicurezza nel lavoro. Inoltre chiediamo di appurare che lo scoppio della Eureco (la ditta dove è avvenuta l’esplosione, ndr) non abbia arrecato danni alla salute della popolazione del comune di Paderno Dugnano e alla sicurezza ambientale del territorio, e nel caso, vogliamo sapere come si intenda intervenire per attivare tutti gli strumenti necessari per la salute dei cittadini e dell’ambiente”.

Peluffo aggiunge che “quando l’Eureco srl ha cominciato la sua attività nella metà degli anni ‘90, a seguito dell’autorizzazione da parte di Regione Lombardia a localizzare un sito per lo stoccaggio di rifiuti tossici e pericolosi nella città di Paderno, l’allora amministrazione comunale si oppose al progetto ritenendo che non fosse la localizzazione ideale. La ditta infatti e’ vicino alla superstrada Milano-Meda, dove transitano ottomila veicoli giorno, e a fianco del canale Villoresi, a 500 m di distanza in linea d’aria insiste un termovalorizzatore per la combustione dei rifiuti speciali di origine ospedaliera e a 1000 m di distanza c’e’ una grande azienda chimica con circa 300 dipendenti assoggettata alla legge Seveso, come azienda insalubre di prima classe. Ma nonostante tutto questo la Regione ha autorizzato l’impianto”.

Gianluca Bartalucci