Pd, a Firenze il sindaco Renzi guida il popolo dei ‘rottamatori’

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:21

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi continua a ‘picconare’ quanto di vecchio c’è nel Partito Democratico e va avanti con la ‘Convention dei Rottamatori’, promossa nella sua città assieme al consigliere regionale lombardo, Pippo Civati. Nella seconda giornata di ‘Prossima fermata Italia’, il primo cittadino fiorentino non ha usato mezzi termini per indicare la via maestra al suo partito. “Il Pd deve smettere di chiacchierare di se stesso e iniziare ad appassionarsi ai problemi del paese, perché siamo in una situazione drammatica con un’Italia ferma, e siamo noi che dobbiamo rimetterla in moto”, ha ammonito Renzi.

”Il Pd è in questa sala e in tante altre parti – ha aggiunto il sindaco, riferendosi forse alla contemporanea riunione dei circoli democratici a Roma con Bersani -. Il Pd è una realtà che deve smettere di guardarsi l’ombelico e provare a lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Se io fossi Bersani sarei molto felice di quello che sta avvenendo qui alla Leopolda (una delle stazioni di Firenze, ndr)”.

E ancora: ”Siamo stati per anni a discutere delle nostre ‘vicenducole’ interne: siamo credibili se riprendiamo la voglia di cambiare non solo le nostre discussioni ma anche il Paese. Penso che, per farlo – ha aggiunto Renzi – occorra una classe dirigente nuova, perché non si può mettere il vino nuovo in botti vecchie. Da Firenze sta arrivando un messaggio di positività e speranza: vorrei che tutti lo cogliessero per quello che è”.

Renzi si è detto convinto di fare “un servizio al centrosinistra”, perché “qui alla Leopolda si sta vedendo un altro film rispetto ai film tradizionali, persone che discutono e dialogano e parlano con tranquillità, che danno idee e proposte; credo che stiamo facendo un servizio al centrosinistra stiamo ridando passione e speranza per tante persone che vogliono tornare a credere nella politica. Se fossi Bersani sarei contento”, ha ripetuto con insistenza il primo cittadino, secondo il quale c’è “un grande bisogno di cambiare le idee, le facce ed il linguaggio della politica ed è quello che stiamo cercando di fare con questa formula che è originale e che credo andrebbe ripresa. Si possono dire cose serie senza avere la faccia triste. Per la dirigenza del Pd c’è una sola idea che non è nuova: parlare un linguaggio semplice con idee concrete, riuscendo ad entusiasmare la gente. Ed è anche attraverso la capacità di commuoversi che si può fare la rivoluzione”.

”Ieri sera è andata in modo meraviglioso – ha concluso Renzi – la cosa davvero diversa è il linguaggio. Ci sono tante persone che stanno portando qui molte idee e lo fanno non con il tono serioso e noioso della politica tradizionale, ma con il loro entusiasmo. Bisogna tenere insieme questi due aspetti: serietà delle proposte e passione”.

Raffaele Emiliano

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