Casini bacchetta il governo e la Lega

Ha usato parole risolutive Pier Ferdinando Casini, che ha ieri partecipato all’Assemblea dei Coordinamenti Udc delle regioni del Nord a Desenzano del Garda (Brescia). “Tra due o tre mesi si vota – ha esordito il leader centrista – Continuano a dire che devono governare, ma questa è un’ex maggioranza che non vuole prendere atto che c’è bisogno di staccare la spina. Si assumano la responsabilità di dire basta – ha continuato – apriamo una fase politica nuova, perché non ce la facciamo”.

Per lo scudocrociato, insomma, la “fine” dell’attuale esecutivo sarebbe prossima. “Adesso – ha ripreso l’ex presidente della Camera – in tanti si accorgono che avevamo ragione su molte cose. Leader cofondatori di Pd e Pdl, come Rutelli e Fini, e coautori di questo bipolarismo infetto, non a caso stanno guardando a noi. Rispetto Fini e sono naturalmente interessato al suo percorso – ha precisato il leader dei centristi – ma non do lezioni o consigli interessati”.

Ha avuto da ridire anche sulla Lega, fotografata come millantatrice e inconcludente: “Siamo qui – ha scandito Casini – ad ascoltare un malumore profondo che c’è al Nord. Il federalismo delle chiacchiere non ha prodotto nulla nemmeno per il nord del Paese, c’è un malumore crescente – ha rincarato il centrista – le grandi infrastrutture, l’abolizione delle province, le piccole e medie imprese, le famiglie sono tutti capitoli di un percorso dimenticato. Direi che abbiamo un governo a trazione nordista che – ha denunciato il leader dell’Udc – è riuscito ad essere percepito come un nemico al Sud e come un nullafacente al Nord“. Quanto alla Lega: “E’ percepita dopo due anni – ha affondato Casini – come un partito parolaio che ha fatto promesse e non ha realizzato nulla sulle questioni di fondo”.

Quale futuro dunque per il Paese? Per risalire la china è necessario recuperare l’etica pubblica e rinunciare ad alcuni “idoli” dell’era globale, come il multiculturalismo che – ha notato Casini – ha fallito. “Si tratta di un’avversione – ha precisato – che non è rivolta contro la società multietnica o multireligiosa, ma è un fatto identitario. Con un musulmano sono troppe le cose che ci dividono – ha osservato il centrista – ma si può convivere a patto che non pensi che qui è una tabula rasa sulla quale si possono imporre i loro valori. Credo nella cittadinanza – ha concluso Casini – ma come percorso”.

Maria Saporito